Il titolo del congresso a Gerusalemme sul futuro di Gaza: �La vittoria di Israele, gli insediamenti garantiscono la sicurezza�. E ci sono Ben Gvir, Smotrich e mezzo governo
GERUSALEMME — Ronit ha deciso, andr� a vivere a Oz Haim, il villaggio Vita Coraggiosa, �perch� � davanti al mare�. Sulla mappa gigantesca che accoglie i partecipanti � segnato in verdino e sta al centro della Striscia di Gaza, al centro di quella che adesso � una guerra. A sud-est nascer� Sha’arei: dalle parti della citt� palestinese di Khan Younis dove l’esercito sta combattendo le battaglie pi� intense delle ultime settimane, da dove gli abitanti sono stati sfollati ancora una volta, pigiati verso il Mediterraneo lungo i corridoi indicati dai militari israeliani.
A migliaia, quasi tutti con la kippah all’uncinetto dei sionisti religiosi, passano sotto al ponte disegnato da Santiago Calatrava che da 104 giorni � illuminato con il biancazzurro della bandiera israeliana. Entrano nel centro congressi a Gerusalemme per ascoltare gli interventi di politici e rabbini, per inquadrare con i telefonini il codice QR e mettersi in lista per una villetta in una delle colonie a venire. �La vittoria di Israele, gli insediamenti garantiscono la sicurezza� propaganda il titolo dell’evento: potrebbe essere liquidato come la riunione di un gruppo (ormai numeroso) di fanatici, se sul palco non fossero saliti ministri come Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, se oltre ai due soliti sospetti del messianismo radicale non fosse stato sponsorizzato da deputati del Likud vicini al premier Benjamin Netanyahu.
Il primo a parlare � il rabbino Uzi Sharbaf, tra i leader spirituali negli anni Ottanta di un’organizzazione clandestina considerata terrorista dallo Stato israeliano, seguito da Ben Gvir che si rivolge al primo ministro: �� il momento di prendere decisioni coraggiose. Se non vogliamo un altro 7 ottobre, dobbiamo tornare a casa�. Casa sarebbero i 363 chilometri quadrati che la comunit� internazionale considera parte di un futuro Stato palestinese e di cui Hamas ha tolto con le armi il controllo all’Autorit� di Abu Mazen nel 2007, dopo che gli israeliani si erano ritirati due anni prima evacuando le 25 colonie sparse nella Striscia.
Adesso gli insediamenti ebraici abbandonati sono indicati sulla mappa come puntini rossi, mentre quelli palestinesi come Beit Hanoun, tra i pi� devastati dal conflitto, vengono ricordati nelle schede esplicative come se gi� non esistessero pi�. Una visione opposta a quella di Joe Biden che sta lavorando con le nazioni arabe per restituire la Striscia all’Autorit� di Ramallah e da l� procedere verso la creazione di una nazione palestinese composta da Gaza e dalla Cisgiordania. Una visione che mette Israele in collisione con il sostegno incondizionato, fino ad ora, del presidente americano in risposta ai massacri di quattro mesi fa perpetrati dai terroristi di Hamas durante l’invasione nel sud del Paese.
Tra i venti ministri che hanno accettato l’invito a partecipare, Haim Katz del Likud proclama: �Dopo 18 anni abbiamo l’opportunit� di ricostruire ed espandere la terra d’Israele�. Netanyahu non prende le distanze e si limita a commentare: �Sono liberi di avere le loro opinioni�. Per Yair Lapid, il capo dell’opposizione, �il governo questa sera ha toccato il fondo. Sta causando un grande danno internazionale, mette in pericolo le trattative e le vite dei soldati�.
Ai banchetti distribuiscono le magliette con i colori delle colonie e Miriam spiega che sono state posizionate sulla mappa per garantire il dominio militare sulla Striscia. Nel 2005 era tra i novemila israeliani costretti ad andarsene dalla decisione di Ariel Sharon, si � trasferita in un insediamento in Cisgiordania. �Se ho paura di tornare? Anche adesso sto in mezzo ai palestinesi. Dovranno vivere secondo le nostre regole�.
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29 gennaio 2024 (modifica il 29 gennaio 2024 | 08:24)
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