Elon Musk prossimo premio Nobel per la Pace? C'è la candidatura ufficiale

A presentarla è stato il deputato norvegese Marius Nilsen, libertario e grande estimatore dell'imprenditore di Pretoria. Che però non ha realisticamente alcuna speranza di vedersi assegnato il riconoscimento. Ecco perché

Elon Musk (Ap)

Elon Musk premio Nobel per la Pace. No, non è una clamorosa indiscrezione su chi si aggiudicherà quest'anno il prestigioso riconoscimento umanitario (anche perché nessuna decisione in merito verrà presa dai cinque membri del Comitato incaricato della scelta fino a pochi giorni prima dell'annuncio di rito, previsto per l'11 ottobre). Si tratta – molto più semplicemente – dell'auspicio del deputato norvegese libertario Marius Nilsen, che nei giorni scorsi ha rivelato al quotidiano locale Agderposten di aver ufficialmente inserito l'uomo più ricco del mondo tra i candidati per succedere alla vincitrice del 2023 Narges Mohammadi. Figurando tra i parlamentari di uno Stato sovrano, aveva d'altronde pieno titolo per farlo (a questo link i criteri stabiliti dalla Fondazione Nobel). 

Le motivazioni

Nilsen, esponente del Fremskrittspartiet (Partito del Progresso) nonché parte della commissione Energia e Ambiente dello Storting (l'assemblea monocamerale di Oslo), come riporta Politico ha ritenuto opportuno spendere il nome di mister Tesla per via della sua «strenua difesa del dialogo, della libertà di parola e della possibilità di esprimere le proprie opinioni in un mondo sempre più polarizzato», aggiungendo che le sue aziende hanno contribuito a «rendere il mondo un posto più connesso e più sicuro». Chiaro dunque a cosa si riferisse principalmente: da un lato a X, che Musk ha plasmato sulla base delle sue convinzioni di «free speech absolutist», dall'altro a Starlink, che oltre ad aver portato Internet in svariate aree del pianeta che ne erano sprovviste è stato messo a disposizione delle forze ucraine e palestinesi in guerra. 

Zero speranze di vittoria

Però c'è un però. Anzi, ce ne sono molti. Come approfondito in questa recente inchiesta di Dataroom, per esempio, lo smantellamento del sistema di filtraggio dei contenuti dell'ex Twitter ha portato al dilagare di linguaggio d'odio e fake news sulla piattaforma. Per quanto riguarda Starlink, invece, diversi elementi lasciano pensare che il supporto del 52enne di Pretoria alla causa di Kiev non sia più così convinto,  mentre si moltiplicano i casi di utilizzo clandestino della tecnologia per finalità illegali. Il tutto a tacere poi dei numerosi altri aspetti che di recente hanno reso il multimiliardario un personaggio ancora più controverso del solito«preoccupante consumo» di drogheattitudine al licenziamento facile, periodici scivoloni sui social e molto altro ancora. Quante dunque le probabilità che alla fine sia proprio lui a essere insignito del Nobel per la Pace? Se non zero, poco ci manca. Ma in passato ci sono stati candidati ancora più discutibili, per usare un eufemismo. Tre nomi su tutti: Hitler (nel 1939), Putin (nel 2020) e per due volte Stalin (nel 1945 e nel 1948). 

24 febbraio 2024 ( modifica il 24 febbraio 2024 | 12:20)

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