Una situazione senza precedenti: a poche ore dal voto, i sondaggi sono alti per liberali, sovranisti, progressisti e per la nuova formazione di centro Nsc
DALLA NOSTRA INVIATA
L’AIA — Tra le finestre gi� addobbate per Natale delle villette di Scheveningen, spiaggia sul Mare del Nord dove veniva a scrivere Marguerite Duras, ne spicca una: � affollata di pupazzetti neri, con la blackface e il cappello di Babbo Natale. Qualcuno li fotografa: fanno discutere. Da anni in Olanda un movimento antirazzista lotta per cancellare dalla tradizione Zwarte Piet, l’elfo-schiavo di Babbo Natale — qui Sinterklaas — che ricorda il colonialismo. Hanno protestato sabato nel villaggio di De Lier, dove si festeggiava Sinterklaas. E un centinaio di residenti � normaal �, cio� olandesi da generazioni, ha difeso la tradizione lanciando agli attivisti uova e fumogeni. Nove arresti.
In questo clima i Paesi Bassi votano, oggi, per rinnovare la Camera Bassa e dunque il governo. Quello di Mark Rutte, il pi� longevo della storia recente, � caduto dopo 13 anni proprio sull’immigrazione (cui i Liberali, il partito di Rutte, volevano imporre un giro di vite). E sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione si � svolta la campagna elettorale, segnata negli ultimi giorni da un’impennata nei sondaggi dell’ultrasovranista Geert Wilders, il cui programma �, in sintesi, abolire il Corano.
Negli ultimi sondaggi ben quattro partiti hanno la possibilit� di arrivare primi e quindi ricevere l’incarico di formare un governo. �� una situazione senza precedenti�, commenta il giornalista Maarten van Aalderen, corrispondente dall’Italia del De Telegraaf. Al primo posto i Liberali, il cui timone Mark Rutte ha lasciato alla sua ministra della Giustizia Dilan Yesilgoz-Zegerius: 17-19%. Sarebbe la prima premier donna della storia dell’Olanda.
Poi Geert Wilders e i suoi: 16-18,5%. Gli altri hanno escluso di governare con lui, tranne Yesilgoz-Zegerius. Alla guida dei liberali con la missione di compiere la stretta sull’immigrazione che a Rutte non � riuscita, e nonostante sia figlia di un sindacalista curdo e arrivata in Olanda nel 1980 come richiedente asilo, aveva detto che avrebbe potuto governare con Wilders. Ieri, al tradizionale dibattito finale in Parlamento, in diretta tv, lo ha parzialmente rinnegato: �Non lo sosterremmo se vincesse�. Sottinteso: se vincessero invece i liberali, Wilders sarebbe un prezioso alleato a destra. Ma �Wilders deve a lei la sua rimonta�, spiega Joost van Spanjen, professore di Scienze Politiche alla Royal Holloway University. �Yesilgoz lo ha legittimato, dandogli un volto presentabile�.
Terzo, nei sondaggi, il macilento tandem progressista Laburisti-Verdi, guidato dall’ex commissario Ue Frans Timmermans: 15-17%, con forse qualche slancio dato gli indecisi che vorranno evitare la destra-destra. E infine il Nuovo Contratto Sociale di Pieter Omtzigt, formazione �di estremo centro� che ha dominato fino a poco fa le previsioni elettorali. Fino a luglio nemmeno esisteva. L’addio di Mark Rutte al governo — ma non alla politica: non � un mistero che sia il possibile successore di Jens Stoltenberg alla Nato — ha avviato delle �grandi dimissioni�, e hanno scelto di non ricandidarsi, oltre a lui, altri leader e pi� di met� dei parlamentari. E dei ventisei partiti in gara, nove non sono mai stati rappresentati in Parlamento. Il nuovo che forse avanza.
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21 novembre 2023 (modifica il 21 novembre 2023 | 22:31)
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