Luce e gas, la bolletta va in pensione: arriva lo scontrino dell’energia (e sarà più chiaro)

Luce e gas, Arera: la vecchia bolletta va in pensione, arriva lo scontrino dell’energia (e sarà più chiaro)

Stefano Besseghini, presidente dell’Autorità Arera 

Il 28 marzo l’Arera comunicherà le tariffe delle bollette della luce per la maggior tutela relative al secondo trimestre di quest’anno. Sarà l’ultimo aggiornamento tariffario dell’Autorità guidata da Stefano Besseghini dal 2018: il primo luglio finisce un’era, quella del regime tutelato, dove i prezzi sono stabiliti dall’Autorità. Prevista più volte e sempre rinviata, la fine della tutela ormai è legge. Il regime è nato nel 2007 per accompagnare in modo graduale i consumatori verso la liberalizzazione del mercato energetico, decisa dall’Unione Europea e introdotta in Italia dai decreti Bersani.

Presidente Besseghini, che bilancio fa?
«La tutela è stato uno strumento che ha permesso di avere un bilanciamento del meccanismo di scelta e di offrire un prezzo efficiente della fornitura, che ha sempre garantito un benchmark. Via via che il mercato maturava la tutela si assottigliava e oggi vale intorno al 30% dei circa 30 milioni di clienti domestici Questo non significa che cesseranno le altre tutele: gli obblighi contrattuali, la trasparenza, la qualità del servizio».

Quali prezzi ci possiamo aspettare nel secondo trimestre e nei prossimi mesi?
«Per il secondo trimestre, ultimo periodo del regime tutelato dell’energia elettrica in cui le tariffe riflettono una media pesata dei prezzi attesi dai mercati all’ingrosso per i tre mesi successivi (quindi aprile, maggio e giugno), mi aspetto tariffe in calo. E questo sia perché c’è una riduzione dei prezzi del gas, a cui la luce è in qualche maniera legata, sia perché il secondo trimestre è sempre quello con consumi minori: l’inverno è finito e i condizionatori non sono ancora accesi. Siamo sotto 100 euro al MWh all’ingrosso. Il trend per il resto dell’anno è abbastanza stabile, anche per il gas (sotto i 30 euro al MWh), grazie all’inverno non aggressivo e agli stoccaggi ancora pieni».

Dal primo luglio chi è in tutela e non è vulnerabile entrerà automaticamente nel Servizio a Tutele Graduali, in cui il prezzo della materia prima è legato al Pun e che in base all’esito delle aste godrà di uno sconto del costo di commercializzazione, che sommando tutto arriva a circa 130 euro all’anno. E’ possibile rientrare in tutela?
«Sì, assolutamente, fino al 30 giugno. Per questo abbiamo fatto raccomandazioni agli operatori e verificato che i processi per il rientro siano efficienti. Alcuni operatori hanno sportelli fisici, altri call center, altri moduli online. Ma non notiamo un controesodo significativo».

Che cosa succederà ai vulnerabili? Avranno anche loro uno sconto?
«Il Stg durerà circa tre anni, terminerà il 31 marzo 2027, mentre il servizio di tutela della vulnerabilità durerà per sempre. Partirà il primo luglio di quest’anno e avrà le caratteristiche della vecchia tutela ma un po’ ripensata, con tariffe stabilite mensilmente dall’Arera, anche se non ci sarà un aggiornamento tariffarie trimestrale. In questo primo periodo saranno ancora forniti dagli esercenti la Tutela, poi come per i non vulnerabili, i clienti saranno assegnati ai fornitori attraverso aste, che si svolgeranno a inizio del 2025 e che terranno conto anche dei lavoratori dei contact center. Per questa finestra di tempo, dalla fine della tutela all’assegnazione delle aste, sarà fatta una riflessione sulla componente di commercializzazione. L’obiettivo è garantire la massima concorrenzialità».

Siete preoccupati dall’aggressività che gli operatori potranno avere per riprendersi i clienti?
«C’è attenzione, monitoriamo, stante la libertà degli operatori. Un cliente Stg è fidelizzato perché ha un prezzo basso. Molti operatori pensano di offrire servizi aggiuntivi».

Tema centrale per la scelta consapevole è la trasparenza delle bollette: come saranno e quando arriveranno le nuove bollette 2.0?
«Stiamo provando a rendere ancora più evidente il costo del KWh della luce e metri cubi del gas perché è una componente variabile che ora si vede soltanto nelle bollette di dettaglio e non di sintesi. Vogliamo renderlo ben visibile perché il consumatore sia consapevole di quanto pagaUn altro aspetto è quello dell’omogeneità nelle informazioni in modo tale che i consumatori possano confrontarle facilmente come quando fanno benzina. Quello a cui vorremmo arrivare è una sorta di “scontrino dell’energia”, sintetico e sostanzialmente uguale per tutti gli operatori. Stiamo dialogando con tutti gli stakeholder, comprese le associazioni dei consumatori. Ci sarà un secondo documento in consultazione a breve e pensiamo di approvare la delibera tra luglio e settembre a cui seguirà un periodo di adeguamento».

In vista della completa liberalizzazione del mercato sarà modificato il Portale delle Offerte?
«Il Portale delle Offerte permette al consumatore di paragonare centinaia di contratti. Ogni offerta deve avere un codice (introdotto due anni fa), che permette di identificarla. L’Autorità sta lavorando sulla trasparenza delle offerte e sulle condizioni particolari, perché ci possono essere casi in cui le offerte sono economicamente vantaggiose ma implicano anche servizi aggiuntivi e questi elementi devono essere ben evidenti. Oltre a paragonare le offerte, il Portale è anche uno strumento efficiente per avere una previsione di spesa, perché utilizza gli stessi indici dei futures. Sono previsioni, ma hanno una robustezza metodologica».

Le bollette sono composte dalla spesa per la materia prima, dal costo di trasporto e gestione del contatore e dagli oneri generali di sistema (costituiti all’80% circa dagli incentivi alle rinnovabili), oltre che dalle imposte. Prevedete un aumento dei prezzi di queste componenti?
«La materia prima dipende dal mix energetico che per il nostro Paese (gas e rinnovabili) è costoso. Per quanto riguarda il costo di trasporto dei Transmission System Operator (Terna per l’energia elettrica e Snam per il gas, ndr) rafforzare le infrastrutture rientra nei loro piani di sviluppo ed è evidente che per l’elettricità sono più rilevanti, con una generazionesempre più distribuita, cioè si avrà produzione di energia anche di piccole dimensioni disperse o localizzata in più punti del territorio, come nel caso degli impianti solari. Potranno esserci aumenti per l’infrastrutturazione necessaria, ma arriveranno alcuni meccanismi (il Ross per un risarcimento dei costi basato sulla spesa totale per trasporto gas, trasmissione, distribuzione e misura elettrica e il Testo Integrato del Dispacciamento Elettrico) allo scopo di efficientare la necessità di nuovi investimenti. e di ottimizzare i costi. Inoltre, il costo di bilanciamento è sceso da inizio 2022. Per quanto riguarda gli attuali incentivi alle rinnovabili, che hanno una durata ventennale, la curva è in calo e da un costo di 9 miliardi all’anno scenderemo a 2-3 miliardi fino ad azzerarli dopo il 2030».

Ma ci saranno altri incentivi sulle nuove tecnologie, come eolico off shore e agrivoltaico…
«Vedremo a quanto ammonteranno. Ma i prossimi incentivi si profilano non come sussidi ma come ad esempio contratti per differenza, che daranno cioè un prezzo stabile e in questo modo il rischio-costo che il sistema si carica sarà più controllabile». 

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