Salta la partecipazione di Salvini in tv. E il Carroccio vede nero sulle prossime Regionali
«Quelli hanno imposto quello...». Dove «quelli» sono i Fratelli d’Italia, «quello» il candidato del centrodestra Paolo Truzzu. I leghisti misurano l’entità della sconfitta, chiara prima ancora del risultato di coalizione. Prevedibile la rabbia per il cambio in corsa del candidato, con il meloniano Truzzu al posto del sardista salviniano Solinas.
Ma son voci scappate, la linea ufficiale è quella del silenzio: non si dica che la Lega alimenta recriminazioni. Lo stesso Salvini rinuncia alla partecipazione a Quarta Repubblica di Nicola Porro. Il tentativo è quello di sottrarsi «al tentativo mediatico e giudiziario di inquinare i pozzi della maggioranza», dice chi è vicino a Salvini, «evidente anche dal caso Vannacci».
In realtà, le recriminazioni sono simmetriche a quelle di FdI, che accusa l’ex presidente Solinas di cattivo governo: «Paghiamo il fatto che forse in cinque anni non abbiamo governato proprio brillantemente» dice Salvatore Deidda. Ma a pesare è soprattutto la convinzione che i leghisti abbiano fatto voto disgiunto a favore di Todde. Soprattutto nel capoluogo, di cui Truzzu era sindaco. Per i leghisti, è davvero un po’ troppo: «Tra Todde e Truzzu, a Cagliari ci sono più di 13 punti di differenza — sbotta un leghista non sardo —. Noi abbiamo preso il 4%...». C’è chi ricorda i numerosi appuntamenti elettorali di Salvini in Sardegna, la costante presenza dei luogotenenti e sì, anche il fatto di aver dovuto cambiare i propri piani e le liste. Fino allo stop imposto dalla corsa di Truzzu, infatti, le liste leghiste e quelle del Partito sardo d’azione sarebbero state una sola.
Nulla di tutto ciò emerge nel pranzo a Palazzo Chigi (polpette e insalata) tra la premier Meloni e i vice Salvini e Tajani. A quell’ora, lo spoglio è ancora lontano dalla conclusione e il clima sarà anche stato «disteso». Ma le questioni aperte nella coalizione restano. Per esempio, il candidato in Basilicata e anche il candidato sindaco a Cagliari, rivendicato dalla Lega. Sull’argomento si riunirà forse oggi il tavolo di coalizione.
E se FdI arretra al 14%, anche per la Lega resta una brutta giornata. Quel 3,7% (a tre quarti dello spoglio) andrà pure sommato al risultato del Psd’Az, ma fa vedere nero e non solo per le Regionali imminenti. La Sardegna era stata un pilastro della Lega nazionale e non più soltanto nordista, l’alleanza con il Psd’Az era stata tenuta a battesimo da Salvini e coltivata dai suoi uomini più vicini, prima Eugenio Zoffili, poi il vice Andrea Crippa. Ora, tra i leghisti, i dubbi sono molti più delle certezze.
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