Sondaggio Pagnoncelli, FdI in calo (28,2%) ma la premier Meloni no. Tra Lega e FI è testa a testa. Scende il Pd: 18,3%, M5S al 17%

di Nando Pagnoncelli

Fratelli d’Italia al 28,2%, Forza Italia in salita (7,9%), la Lega arretra (8,3%). Inalterato il gradimento della presidente del Consiglio. Per il suo partito il dato pi� basso dalle Politiche

Sondaggio Pagnoncelli, FdI in calo (28,2%) ma la premier Meloni no. Tra Lega e FI è testa a testa. Scende il Pd: 18,3%, M5S al 17%

Anche questo ultimo mese ha avuto molti avvenimenti degni di nota: dalle guerre, che naturalmente rimangono in primo piano, alla protesta dei trattori, dal lancio del Piano Mattei al vertice con i leader africani alle dimissioni di Sgarbi, dall’avvio dell’iter della riforma della Giustizia al Giur� d’onore sul Mes, dalle polemiche sul terzo mandato di sindaci e presidenti di Regione fino alla recente scomparsa di Navalny. Anche questa volta per�, le ricadute sulle valutazioni dell’esecutivo e della presidente del Consiglio sono sostanzialmente inesistenti. La ripresa degli indicatori registrata a gennaio si conferma anche oggi: la valutazione del governo � infatti stabile, con un indice di 46. Prevalgono le valutazioni negative ( 48% � critico, 41% ne approva l’operato), ma la contrazione registrata a partire dall’autunno sembra essersi fermata. Analogo ragionamento vale anche per le valutazioni di Giorgia Meloni, che, dopo il recupero di gennaio, si stabilizza con un indice di gradimento di 47, sostanzialmente analogo a quello del governo. Certo, ora sta entrando nel vivo la campagna elettorale, con il voto in Sardegna che, a seconda dei risultati, potr� determinare o meno scossoni nella compagine di governo (e specularmente nell’opposizione). Luned� avremo elementi di valutazione.

I partiti

Pi� interessanti, questo mese, le indicazioni che provengono dalle intenzioni di voto. Fratelli d’Italia continua a segnalare qualche erosione, e oggi si colloca al 28,2% dei voti validi. Si tratta del risultato pi� basso dalle elezioni politiche. Significa anche che non c’� una diretta corrispondenza tra le valutazioni sulla presidente e il comportamento di voto. Ma l’elemento pi� interessante � la competizione fra Lega e Forza Italia. Il sorpasso di Forza Italia sulla Lega sarebbe un cambiamento importante negli equilibri della coalizione di governo e, presumibilmente, uno smacco pesante per Salvini. Oggi i due partiti risultano, nelle stime, molto vicini: la Lega all’8,3%, con una perdita di pochi decimali rispetto allo scorso mese, Forza Italia al 7,9%. Salvini non riesce a risalire la relativa contrazione degli ultimi mesi e probabilmente anche le ultime uscite, tra cui quella su Navalny, non favoriranno questo obiettivo. Tajani ha invece mantenuto un profilo europeista e atlantista molto fermo e ha, naturalmente, accentuato le posizioni �popolari� prendendo nettamente le distanze da alcune derive salviniane. Posizionamento che sembra pagare.

Nel centrosinistra la situazione segnala un arretramento netto del Partito democratico, oggi stimato al 18,3%, 1,4% in meno dello scorso mese. Nonostante alcune mosse azzeccate della segretaria, come ad esempio l’esito della mozione su Gaza in Parlamento, il Pd non riesce nel processo che abbiamo pi� volte sottolineato, riconquistare vaste fette dell’elettorato di sinistra e sottrarre consensi all’alleato/rivale M5S. In difficolt� anche +Europa, con un calo dello 0,7, mentre � stabile Avs. Il Movimento 5 Stelle segnala invece una crescita dello 0,8% e arriva al 17%: il posizionamento di Conte, la sua visibilit� e anche, appunto, i distinguo rispetto al Pd, riescono a mantenere la formazione su livelli importanti di consenso. Azione � stabile al 3,3%, mentre si riscontra il piccolo �controsorpasso� di Italia viva, al 3,6%.

L’Europa

Detto questo, fino ad oggi abbiamo testato le intenzioni di voto per le elezioni politiche, mentre dal prossimo mese testeremo il voto per le Europee, in particolare per valutare la possibile affluenza ai seggi. Non ci aspettiamo per� cambiamenti rilevanti rispetto allo scenario attuale. Questo comporta che per diverse formazioni, nell’ambito del centrosinistra e del Terzo polo, si render� necessario, probabilmente, ragionare su aggregazioni e alleanze, pena la non rappresentanza in Europa: +Europa, Avs, Azione e Italia viva sono infatti stabilmente sotto il 4%, soglia che consente di accedere al Parlamento europeo.

Rimane da dire dei leader, la cui classifica non si modifica apprezzabilmente: al primo posto Tajani, che fa crescere il suo indice di due punti. A seguire gli altri, con variazioni minime, salvo Calenda che cresce di due punti. � probabile che le sue posizioni su Navalny e la polemica con Salvini siano state apprezzate, pur non riuscendo a ricadere sul consenso per il partito. Entreremo quindi a breve nel vivo della campagna europea e cominceremo a stimarne in maniera diretta il possibile esito. Speriamo per� che, finalmente, si discuta pi� di Europa che di Italia. Il continente � a un passaggio cruciale e sarebbe giusto che l’elettorato italiano partecipasse consciamente e in maniera informata a queste scelte strategiche.

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24 febbraio 2024 (modifica il 24 febbraio 2024 | 07:03)

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