Amato: portano competenze specifiche. «L'esposto di cui ha parlato la Uil? Non ne abbiamo contezza»
DALLA NOSTRA INVIATA
BOLOGNA - «Non è che il subappalto di per sé è un problema. È una figura giuridica prevista dal codice civile a cui tradizionalmente si ricorre per avere professionalità specifiche. Non deve essere vista con pregiudizio negativo, lo sguardo verso le competenze non deve essere ideologico. Qui noi valuteremo le condizioni delle ditte e se dal punto di vista normativo, di prevenzione e infortunistica è stato fatto tutto».
Gli accertamenti
Il procuratore di Bologna Giuseppe Amato scandisce bene le parole, attento a non cadere nei preconcetti che demonizzano a prescindere i subappalti, argomento sott’accusa come non mai dopo la strage alla centrale elettrica di Enel Green Power di Camugnano. Lui dice che «sì, ci sono accertamenti in corso sulla catena degli appalti e i subappalti» e precisa che «stiamo ricostruendo lo stato dell’arte dal punto di vista amministrativo, ossia il rapporto che avevano i lavoratori nel plesso aziendale».
Il fascicolo penale appena aperto per disastro e omicidio colposi prevede anche le verifiche «della normativa sulla valutazione dei rischi, che nello specifico richiede un approfondimento sui rischi inferenziali», ha detto il capo della procura. Cioè legati alla «presenza sul posto di dipendenti di varie aziende».
Poi l’annuncio di un vertice per il fine settimana. Per fare il punto della situazione con tutte le parti chiamate in causa nell’inchiesta: azienda sanitaria locale, ispettorato del lavoro, Guardia di finanza, carabinieri, ovviamente di vigili del fuoco, gli uomini del Nil, il nucleo dell’Arma per la tutela del lavoro...
La Uil nei giorni scorsi aveva fatto riferimento a problemi di sicurezza nella centrale e aveva parlato di un esposto e di non meglio precisate segnalazioni sul tema. «Non abbiamo contezza di questo esposto» ha tagliato corto ieri Giuseppe Amato. «A noi non sono mai pervenute notizie di reato che evocassero un tema di possibile responsabilità penale», ha detto, dopo aver ricordato che «la procura comunque interviene sulle singole vicende solo in presenza di un’accertata violazione penale».
Testimoni
Il procuratore ha inoltre confermato che sono state già raccolte a verbale alcune testimonianze ma non ha voluto specificare di più. Fonti inquirenti rivelano che le prime sommarie informazioni su quel che è accaduto alla centrale sarebbero state raccontate ai carabinieri dai lavoratori scampati alla strage. E ieri, in procura, si è presentato Valerio Giardina, ex ufficiale dei carabinieri che da queste parti, quand’era in divisa come comandante provinciale di Bologna, aveva dato la caccia al fuggitivo Igor il russo e che da settembre del 2023 è il capo della sicurezza del Gruppo Enel.
Mentre i sommozzatori dei vigili del fuoco recuperavano il corpo di uno dei dispersi, il procuratore Amato parlava dei primi tre uomini ritrovati senza vita subito dopo lo scoppio di martedì: «Abbiamo dato l’incarico di un accertamento esterno per evitare di fare autopsie inutili con violenza inutile sui cadaveri di questi poveri operai».
Il sequestro
Un altro passaggio che il capo della procura dice di voler evitare è mettere sotto sequestro l’impianto di Camugnano: «Abbiamo anticipato fin da subito che solo per l’acquisizione degli elementi che riguardano la turbina, l’alternatore eccetera, il sequestro — se e quando sarà fatto — riguarderà l’ottavo e il nono piano. Mostrare i muscoli inutilmente, cioè sequestrare tutta la centrale, non ha ragione di esistere».
Inutile — «impossibile adesso», dice lui — spingersi in ipotesi investigative su quel che ha determinato il disastro: «Quando avremo la possibilità di accedere all’impianto ricostruiremo le cause, probabilmente dovremmo avvalerci di una consulenza tecnica. Dobbiamo utilizzare i tempi giusti».