La versione di Trump: si paragona a Navalny e non nomina Putin
NEW YORK — Dopo tre giorni di silenzio, Donald Trump ha commentato la morte di Aleksej Navalny. Lo ha fatto alla sua maniera: si è paragonato all’oppositore del Cremlino morto in un remoto carcere russo. E ne ha approfittato per rilanciare i temi della propria campagna elettorale: l’emergenza migranti, la frode elettorale e la persecuzione giudiziaria. Il tutto, senza condannare il Cremlino né fare alcun cenno a Vladimir Putin.
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