Gaza, salpa la Open Arms: «Portiamo aiuti, speriamo seguano altre navi»

di Marta Serafini

La nave della ong spagnola diretta verso la Striscia con 200 tonnellate di cibo � partita da Cipro. La portavoce: operazione della societ� civile, goccia nel mare ma serve ad aprire il corridoio

Gaza, salpa la Open Arms: «Portiamo aiuti, speriamo seguano altre navi»

I dettagli tecnici sono tenuti segreti per motivi di sicurezza. Ma l’operazione �Safeena� (in arabo barca) che vede in navigazione verso Gaza la nave della ong spagnola Open Arms in collaborazione con la ong statunitense World Central Kitchen � partita questa mattina.

La Open Arms � salpata da Cipro. A bordo, quasi 200 tonnellate di cibo - riso, farina, legumi, verdure in scatola e proteine, agganciate alla nave su una chiatta. Comandante della nave Marc Reig affiancato a bordo dal fondatore di Open Arms, Oscar Camps. A terr� invece lo chef Jos� Andr�s fondatore World Central Kitchen, che su X ha annunciato: �Dobbiamo finire il Pontile che ci permetter� di scaricare il cibo! Il fallimento non � un’opzione… Il Nord ha bisogno di essere nutrito!�.

Immagini dell'Associated Press in diretta hanno mostrato il momento in cui la nave veniva guidata fuori dal porto della citt� cipriota di Larnaca, con arrivo in una localit� sconosciuta della costa di Gaza previsto fra 2 o 3 giorni. Andr�s e Camps, hanno confermato che il cibo � destinato al nord della Striscia. Sabato sera Andr�s aveva dichiarato ad Associated Press in una breve intervista che volevano mantenere segreta la localit� di arrivo per evitare che si ripetesse l’incidente del 29 febbraio, quando i soldati israeliani spararono sulla folla di palestinesi che correva per prendere cibo da un convoglio di aiuti a Gaza City, provocando secondo il ministero della Sanit� di Gaza oltre 100 persone. �La migliore sicurezza � avere abbastanza cibo a Gaza�, ha detto Andr�s, �vogliamo assicurarci che non accada nulla a nessuno�. Una volta che la nave arriver� Gaza, due imbarcazioni pi� piccole rimorchieranno la chiatta con il cibo fino a un molo che World Central Kitchen sta costruendo in una localit� non rivelata, hanno detto gli organizzatori. L’organizzazione di beneficenza prevede poi di distribuire il cibo attraverso le 60 cucine che gestisce a Gaza.

Parallelamente, nell’ambito di un’iniziativa separata, gli Stati Uniti hanno annunciato la costruzione di un molo a Gaza per la consegna degli aiuti, ma probabilmente ci vorranno diverse settimane prima che sia operativo. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha scritto su X che l’inizio del viaggio della nave di Open Arms � �di speranza e umanit� e che la consegna di cibo sar� �un’ancora di salvezza per i civili�. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha ringraziato il presidente cipriota: ha scritto su X che la partenza della nave � �un segno di speranza� e ha promesso di �fare tutto il possibile affinch� gli aiuti raggiungano i palestinesi�. Von der Leyen ha dichiarato che � la prima volta che una nave � stata autorizzata a consegnare aiuti direttamente a Gaza dal 2005 e che l’Unione europea lavorer� con �navi pi� piccole� fino a quando gli Stati Uniti non avranno completato i lavori del loro porto galleggiante.

�Tuttavia — spiega al Corriere Veronica Alfonsi, portavoce italiana della Open Arms — questa � una missione della societ� civile, cui speriamo si aggiungano anche altre ong. Noi siamo partiti dopo 3 settimane a Cipro e soprattutto dopo 3 tre fermi amministrativi in Italia e tre multe per le attivit� nel Mediterraneo centrale�. Open Arms � al centro di uno scontro politico e giudiziario molto duro in Italia che ha visto per protagonista il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. �Ci rendiamo conto che la nostra missione � una goccia nel mare�, prosegue Alfonsi. �Ma siamo anche consapevoli che � importante aprire questo corridoio�.

Sabato � partita dagli Stati Uniti anche una nave militare americana con i materiali necessari per costruire un molo. Ma l’ONU, pur accogliendo con favore la partenza della prima imbarcazione, ha ribadito marted� che l’invio di aiuti via mare e lanci aerei non pu� sostituire la rotta via terra. �Abbiamo bisogno di accesso alla terra e di consegne sicure e regolari�, ha affermato il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), Jens Laerke. �Il tempo stringe�, per evitare la carestia nel nord di Gaza, ha avvertito la direttrice del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (WFP), Cindy McCain. Gli aiuti internazionali, controllati da Israele, arrivano solo nella Striscia di Gaza, territorio di 2,4 milioni di abitanti dove l’Onu teme una carestia diffusa. La situazione � particolarmente grave nel nord del Paese, dove, secondo le Nazioni Unite, la fornitura di aiuti per circa 300.000 persone � resa quasi impossibile da saccheggi, combattimenti e distruzioni. Gli aiuti internazionali entrano a Gaza principalmente attraverso Rafah, valico al confine con l’Egitto dove, secondo l’ONU, quasi un milione e mezzo di palestinesi vivono nel timore di un’offensiva di terra annunciata da Israele.


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12 marzo 2024 (modifica il 12 marzo 2024 | 16:57)

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