Sono state le perizie sui telefoni e i computer del finanziere sequestrati un anno fa a svelare le migliaia di Segnalazioni di operazioni sospette e interrogazioni alle banche dati riservate
Dall’alto e in senso orario: Guido Crosetto, Elisabetta Casellati, Giuseppe Valditara, Roberto Cingolani, Francesco Gaetano Caltagirone, Cristiano Ronaldo, Olivia Paladino e Lucio Presta
Oggi il �caso Striano� compie un anno. Risale infatti al 10 marzo 2023 la perquisizione a carico del tenente della Guardia di finanza Pasquale Striano, gi� in servizio al �Gruppo Sos� della Direzione nazionale antimafia. Sono state le perizie sui telefoni e i computer del finanziere sequestrati in quell’occasione a svelare le migliaia di Segnalazioni di operazioni sospette e interrogazioni alle banche dati riservate; numeri �mostruosi� che fanno sorgere il sospetto del dossieraggio e agitano la polemica politica.
Ma appena un paio di mesi prima di quella perquisizione, a inizio 2023, il �caso Striano� � stato sul punto di morire, senza nemmeno nascere; confinato nel riserbo di un’indagine della Procura di Roma pronta per essere chiusa in poche settimane, senza le successive scoperte che adesso fanno invocare persino una commissione parlamentare d’inchiesta. Se non � successo, � stato solo per decisione dello stesso ufficiale della Guardia di finanza. E allora, oltre a interrogarsi su eventuali complici o regie occulte, c’� da chiedersi: perch� il tenente Pasquale Striano ha voluto scoperchiare il �verminaio� denunciato dal procuratore di Perugia Raffaele Cantone? Una domanda alla quale solo l’interessato pu� rispondere, ma finora ha preferito non farlo. Lasciando aperta ogni ipotesi. Tutte fondate su date e fatti all’origine del caso.
Dopo l’esposto del neoministro della Difesa Guido Crosetto del 31 ottobre 2022, a seguito di tre articoli del quotidiano Domani con informazioni �precise e dettagliate� sui suoi patrimoni, la Procura di Roma impiega tre settimane a individuare nel finanziere l’autore degli accessi alla banca dati dell’Agenzia delle Entrate sull’esponente del governo. Il 21 novembre la pm titolare del fascicolo, Antonia Giammaria, chiede al sostituto procuratore della Dna Antonio Laudati, responsabile del �Gruppo Sos�, informazioni sul ruolo di Striano, e nel giro di un mese — dopo altre acquisizioni sui telefoni dell’ufficiale — gli accertamenti sono terminati. L’inchiesta ha risposto alla richiesta del ministro di trovare i responsabili della �fuga di notizie� che lo riguardava, e la pm Giammaria propone al procuratore aggiunto con delega ai reati informatici di notificare a Striano l’avviso di conclusione delle indagini, che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio. L’aggiunto per� suggerisce di convocare prima l’indagato, per acquisire la sua versione dei fatti.
Il finanziere, informato dell’inchiesta a suo carico comunicatagli il 12 gennaio 2023 con l’invito a eleggere domicilio presso un avvocato, viene convocato per il 1� marzo, con un invito a presentarsi notificatogli il 27 febbraio. � il momento della svolta. Se Striano (che aveva gi� avuto quasi due mesi di preavviso dell’inchiesta a suo carico, e dunque tutto il tempo per eventuali contromosse) si fosse avvalso della facolt� di non rispondere, come suo diritto, o si fosse limitato a fornire una qualunque giustificazione per le ricerche sul conto di Crosetto, la vicenda si sarebbe chiusa con il pressoch� inevitabile rinvio a giudizio e una probabile condanna. Ma limitata agli accessi abusi relativi al ministro, con la ragionevole prospettiva di evitare la pubblicit� della notizia e ulteriori approfondimenti.
Invece l’ufficiale — per buona fede, come pure si pu� pensare, o altri motivi — decide di rispondere. E di dire che lui da anni fa interrogazioni �ad ampio raggio� a banche dati di ogni genere su ordine del pm responsabile del suo ufficio, perch� � cos� che si lavorava alla Dna, in cerca di Sos e altri indizi informatici di possibili infiltrazioni criminali nell’economia e altri settori. Depositando una sorta di �diario�, con l’elenco di tutti gli accessi. Il �caso Striano� diventa cos� �Striano-Laudati�; i pm romani chiedono chiarimenti al procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, e il 10 marzo scatta la perquisizione al finanziere. Dopo altri dieci giorni in cui pu� avere cancellato eventuali tracce, informatiche e non solo, come paventato da Cantone.
A quel punto il ruolo attribuito da Striano a Laudati diventa il presupposto per trasferire il fascicolo da Roma a Perugia. L� il magistrato, sentito come testimone, nega la versione di Striano. Nel frattempo arrivano gli esiti della perizia sugli strumenti di lavoro sequestrati al finanziere, e le successive indagini confermano le migliaia di accessi considerati �abusivi�. Alcuni dei quali con la ipotetica complicit� dello stesso Laudati. Quando i pm di Perugia lo convocano per il nuovo interrogatorio, il 28 febbraio scorso, Striano decide di non presentarsi. Stavolta preferisce attendere la conclusione dell’inchiesta, tralasciando di spiegare — per ora — il motivo per cui una vicenda destinata a chiudersi senza troppi danni per nessuno (indagato compreso) � diventata una specie di scandalo nazionale dalle conseguenze al momento imprevedibili.
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10 marzo 2024 (modifica il 10 marzo 2024 | 07:40)
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