Questa è una storia di ragione e sentimento. A Piero Foglia sono sempre piaciuti i numeri. Razionali, freddi, privi di emozioni. Sicuri, in alcuni casi, spietati, in altri. Motivo per cui sceglie ragioneria e sogna di diventare commercialista. “I numeri sono stati la mia guida per leggere la realtà”.
Siamo a Orvieto, in Umbria. La scelta sicura, razionale per Piero, è quella di intraprendere gli studi di Economia e Commercio, ma la vita lo mette davanti a un primo grande cambiamento. Il padre si ammala, lui è il grande di casa, con madre e sorella più piccola di 18 anni di cui prendersi cura. Lascia così gli studi e comincia a lavorare con i primi computer in commercio. “Erano gli anni Ottanta e mi appassionai ai personal computer IBM. Li costruivo pezzo a pezzo, come dei mattoncini di lego”.
Dalla scelta di Piero dettata dalle circostanze, nasce così il suo primo amore. Fonda nel 1995 la sua azienda: System. Ancora una volta però è la vita a dettare i tempi e le scelte di Piero. Nel 2001, dopo l’attentato alle torri gemelle, gli affari cominciano da andare male, ed è costretto a mettere in liquidazione l’azienda. Punto e a capo.
“Era la seconda volta che la vita mi metteva davanti un grande cambiamento. Durante gli anni alla System avevo organizzato un paio di eventi e convention che mi avevano avvicinato al mondo della comunicazione. I numeri dicevano che era un settore che prometteva bene e così mi sono buttato”. Nel 2003 apre il suo studio CRBN lavorando per grandi aziende come Tim, Tre e Poste Italiane.
“Era nata la mia seconda passione. Nel 2013 – 2014 mi sono messo a produrre contenuti multimediali per cubo vision (poi divenuto Tim Vision). Producevamo delle piccole video interviste ed ero soddisfatto del mio lavoro. Io sono un signor nessuno, non sono neanche laureato, ma ho sempre messo passione in tutto ciò che facevo e questo portava i suoi frutti”.
Per la terza ed ultima volta, la vita cambia le regole del gioco. È il 2020 la pandemia mette un freno a qualsiasi progetto e lavoro. “Mio figlio Gabriele, anche lui fermo come tutti, decide di aiutare la parrocchia locale a pulire un casale semi abbandonato. Lo vado a trovare e ne resto folgorato”.
Scintille: è amore a prima vista. Piero ricorda la sua infanzia tra le campagne umbre, rivive la passione per la vita agreste, scorge in lontananza il duomo di Orvieto e capisce che vuole comprare quel casale. “Non aveva senso. I numeri mi dicevano che non avrei fatto tanti soldi, che era una follia, ma nella vita ho sempre seguito il cuore anche sopra il raziocinio”.
Così oggi Piero, insieme a due dei suoi quattro figli, Gabriele e Sara, gestisce il casale a Velette dove producono olio extravergine d’oliva, “abbiamo più di 450 piante di ulivo”, e confetture di mora e mela selvatica. “Vogliamo riportare i sapori veri della nostra terra. Uno dei progetti futuri a cui stiamo lavorando è quello di costruire un frutteto di frutti antichi. Abbiamo bonificato un terreno rimasto incolto per 15 anni e speriamo di renderlo un luogo con un legame col passato, ma con un occhio al futuro, visitabile e accogliente”.
Da esperto di comunicazione e marketing ad agricoltore. Il piano B di Piero è arrivato improvviso in una lotta tra ragione e sentimento. “Non so se cambierò ancora idea, ma mai dire mai. Su una cosa sono certo, che mia moglie Caterina mi sosterrà sempre. Andavamo alle elementari e alle medie insieme e all’inizio mi stava antipatica. Poi la vita ci ha riportato insieme e dal 1985 non ci siamo più lasciati. Lei è quella che mi rimette con i piedi per terra, la mia ragione. Quando le ho detto del casale mi ha detto “Te c’hai n’età, Piero”. Eppure, mi ha sempre sostenuto, ed è ciò che amo di lei”.
Le altre puntate
Carmine: “Lavoravo per spendere”
Alessandro: “Mi sono messo a fare il contadino”
Francesca: “Ho aperto una scuola di fallimento”
Claudia: “Sono andata a Londra per cambiare vita”
Sara e Stefano: “La nostra vita in barca a vela”
Giovanni: “Da manager a bidello”
Chiara: “Sono tornata nella mia terra”
Elena: “Facevo la segretaria, ora per lavoro giro il mondo”
Sarah: “Ora faccio il lavoro dei miei sogni”
Michele: “Sono andato a vivere in una baita-libreria”
Francesca: “Ero una persona invisibile, poi è cambiato tutto”
Gabriella: “Sono andata a vivere in un angolo incantato”
Vincenzo: “La cosa più preziosa è il tempo”
Stefano: “Sono dovuto passare al Piano C”
Elio: “Ero direttore del marketing, ora lavoro con la ceramica”
Valentina: “Ho lasciato il lavoro da manager: ora faccio la maestra”
Maurizio: “Ora lavoro meno e guadagno più di prima”
Stefania: “Ho cambiato tutto dopo un grande dolore”
Federico: “Ero un broker, ora cucino”
Due sorelle: “Abbiamo lasciato il tempo indeterminato per vivere un sogno”