Pagamenti digitali, ecco dove il contante è sparito: i dati per città, quartieri e professioni

Pagamenti digitali, a Venezia e dall'avvocato sparisce il contante: i dati per città, quartieri e professioni Pagamenti digitali, a Venezia e dall’avvocato sparisce il contante: i dati per città, quartieri e professioni

Il sestiere di Cannaregio a Venezia potrebbe diventare il primo quartiere di una città italiana a eliminare il contante. Nel 2023, infatti, i pagamenti digitali in queste strade hanno registrato un incremento del 163,7% rispetto al 2022. Una crescita di poco superiore a quella di un’altra zona veneziana, Marghera, con un balzo del 158,2%. Al terzo posto si posiziona l’area Sempione-City Life a Milano (+124,4%). A rendere noti i dati è l’Osservatorio città cashless di SumUp, azienda specializzata in tecnologie per pagamenti digitali. La ricerca svolta nel nostro Paese ha preso in considerazione regioni, province e i quartieri di dieci tra le città più importanti, analizzando anche i settori merceologici. Che non hanno risparmiato sorprese, soprattutto tra quei professionisti e artigiani, spesso visti con sospetto quando si parla di lotta all’evasione fiscale.

L’andamento del Paese riflette una crescita del 35,5% nei pagamenti senza contanti con uno scontrino medio in queste transazioni di 37 euro, in calo dell’8,1% sull’anno precedente. Un dato che dimostra come gli italiani siano sempre più propensi a ricorrere al pagamento elettronico anche per spese molto basse, servendosi di carte fisiche o del wallet nello smartphone e nello smartwatch.

Regioni e province

Nel 2023 il pos è entrato in campo con maggior frequenza su tutto il territorio, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Le Regioni dove i pagamenti elettronici sono aumentati di più sono Emilia-Romagna (+44,5%), Liguria (+43%) e Veneto (+41,7%). La crescita più contenuta in Campania (+29,2%), Sicilia (+29,2%) e Calabria (+27,3%). Le province più cashless sono al Nord: Bolzano (+58,8%), Modena (+57,5%) e Venezia (+53,2%). Roma è al 25esimo posto (+41%), Milano al 57esimo (+36,4%), Napoli è 104esima e quart’ultima in Italia, seguita in fondo alla classifica da Reggio Calabria, Cosenza e Ragusa.

Lo scontrino medio più basso (29,8 euro) è stato registrato in Sardegna, in particolare nell’area di Cagliari. Mentre il quartiere in cui anche i pagamenti più bassi si eseguono con carta è Porto-Saragozza a Bologna, dove la media delle transazioni elettroniche si aggira sui 18,4 euro. Nella top ten delle province più cashless, dopo Bolzano, Modena e Venezia, si posizionano Rieti (+52,3%), Rovigo (+52%), Piacenza (+50,9%), Vercelli (+48,7%), Gorizia (+48,6%), Terni (+48,4%) e Reggio Emilia (48,1%). Nell’analisi dei quartieri di 10 capoluoghi di Regione, oltre Cannaregio a Venezia e Sempione-Citi Life a Milano, l’Osservatorio città cashless di SumUp rileva come sia il quartiere Porto-Saragozza a Bologna (+118%) ad aver visto un balzo in avanti nell’uso dei pagamenti digitali seguito da Brancaccio a Palermo (+108,4%), Gianicolense a Roma (+90,2%), Marconi a Bari (+78,9%), Lungomare – Porto Civile a Napoli (+68,7%), Borgata Lesna a Torino (+67,2%), Cascine a Firenze (+54,6%) e Castello a Cagliari (+31,4%).

L’andamento per settori

Tra le attività commerciali e professionali il maggiore incremento nelle transazioni digitali riguarda gli agenti immobiliari (+161,2% e 190,9 euro di scontrino medio), davanti ad antiquari (+156% e 65,6 euro) e avvocati (+153,2% e 239,5 euro). Aumento a tre cifre anche per artigiani (+121,3%), specialisti in arredamento e design (118,2%), cosmesi (117,8%) e fiorai (108,2%). Si striscia più spesso la carta anche nei tabaccai (+71,9%) e nelle edicole (+37,8%). Segno meno, invece, per farmacia e alimentazione, dove i pagamenti digitali faticano e calano del 13,8%, proprio come per i negozi di telefonia (-32%), negozi di riparazione e servizi correlati (-48,1%) e officine auto (-54,2%).

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