L’anno scorso il ceo di Stellantis, Carlos Tavares, ha guadagnato 70 euro al minuto, 4152 euro all’ora e quasi 100 mila euro in un giorno. Lo stipendio del numero uno del gruppo nato dalla fusione fra Fiat-Chrysler e Peugeot ha toccato i 36,5 milioni di euro, con un aumento del 56% sui 23,5 milioni del 2022 e del 90% sui 19,1 milioni del 2021. La paga di Tavares vale 518 volte il salario medio di un dipendente di Stellantis (il rapporto era di 365 nel 2022 e di 298 nel 2021. Il maxi-compenso è frutto di una base fissa di 2 milioni, tutto sommato modesta, e di una componente variabile, legata ai risultati di breve e lungo termine della casa, che rappresenta il 93% del compenso.
I dividendi per i soci
Stellantis ha registrato numeri record nel 2023, chiuso con ricavi per 190 miliardi e profitti per 18,6 miliardi che saranno in larga parte distribuiti ai soci. Il costruttore si sta rivelando una macchina da soldi per i suoi investitori. Dalla fondazione nel 2021, la società ha versato agli azionisti circa 23 miliardi di euro, sotto forma di dividendi e riacquisti azionari. Tanta generosità sarà sufficiente a convincerli della congruità del maxi-stipendio riconosciuto a Tavares? Nel 2021, con un voto inatteso e sorprendente, l'assemblea di Stellantis aveva bocciato i compensi corrisposti ai manager con il 52,1% dei voti a sfavore, incluso quello dello Stato francese, azionista di Stellantis al 6,4%. Il gruppo aveva perciò rivisto le sue politiche di remunerazione che hanno invece passato indenni l’assise dell’anno scorso. Con le elezioni europee alle porte, però, non è da escludere qualche sorpresa nell’assemblea di quest’anno, in programma il 16 aprile.
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Il compenso di Elkann
Il voto in assemblea sugli stipendi pagati nell’anno precedente ha valore meramente consultivo, sicché non potrà in ogni caso incidere sullo stipendio di 36,5 milioni di Tavares né su quello percepito dagli altri membri del consiglio di amministrazione. Sotto questo punto di vista, è interessante notare che il compenso del presidente di Stellantis, John Elkann, è sceso nel 2023 a 4,8 milioni dai 5,8 del 2022. Il numero uno di Exor potrà comunque consolarsi da un lato con il suo pacchetto personale di azioni Stellantis - che frutterà 15 milioni di dividendi - e dall’altro con la remunerazione percepita in qualità di presidente di Ferrari.
Le remunerazioni di Ferrari
Anche per il Cavallino, infatti, il 2023 è stato un anno eccezionale nei conti e in Borsa, dove è diventata la prima società per capitalizzazione (74 miliardi), staccando Enel. Di conseguenza, i manager del gruppo hanno goduto tutti di un incremento salariale. A Elkann, presidente di Ferrari, toccheranno quasi 2,4 milioni di euro, mentre l’amministratore delegato Benedetto Vigna incasserà circa sette milioni, due in più rispetto all’anno scorso.
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