Filippo Turetta nel carcere di Halle guardato a vista: i dubbi sulla premeditazione, i due coltelli, i sacchi neri e lo scotch

di Mara Gergolet e Andrea Pasqualetto

l giallo delle soste in auto per sferrare altri colpi alla vittima e la pista di una seconda arma. La marcia invertita a Potsdam. Ora � guardato a vista nell’ex centro torture della Stasi

Filippo Turetta nel carcere di Halle guardato a vista: i dubbi sulla premeditazione, i due coltelli, i sacchi neri e lo scotch

DAI NOSTRI INVIATI
HALLE E VENEZIA - Trecento euro, non un capitale ma neppure pochi spiccioli per uno studente universitario. E poi il coltello, i sacchi neri, il nastro adesivo. Pare che quella sera Filippo Turetta avesse con s� tutto questo e dunque la domanda � scontata: aveva premeditato il delitto? Voleva davvero uccidere Giulia? �� indagato per sequestro di persona e omicidio volontario con l’aggravante del vincolo affettivo�, ha precisato ieri il procuratore di Venezia Bruno Cherchi, escludendo cos� l’ipotesi inquietante della premeditazione. Almeno per ora: �Valuteremo dopo aver messo insieme i dati di fatto e gli accertamenti tecnici, sui luoghi, sui reperti, sulla macchina...�. Certo, se � andato all’appuntamento con la ex portando un coltello qualche dubbio viene. �Beh, � appassionato di montagna, di trekking, cerca i kit di sopravvivenza, ci pu� stare che un tipo cos� abbia un coltello in macchina�, aggiunge l’investigatore. Quello trovato nel parcheggio di Vigonovo � da cucina, la lama spezzata. Primo mistero: era anche pulita.

Ad ogni passo di questa brutta storia spunta qualche domanda. Fin da quando Turetta parte da Torreglia con la sua Grande Punto nera un po’ scassata per passare a prendere Giulia. �Diceva che si sarebbe ammazzato se lei non fosse tornata con lui�, ha sospirato suo padre Nicola riferendosi al periodaccio del figlio. Il ragazzo si era forse dato una chance? �O ci torno insieme oppure...�. Ma se avesse pensato �stasera la uccido�, perch� accompagnarla al centro commerciale, cenarci e riportarla a casa? Era spaventato da quello che poteva succedere, dice la sorella di Giulia, Elena. Cio�, Giulia si sarebbe laureata cinque giorni dopo e avrebbe seguito la sua passione artistica che la portava altrove, in Emilia-Romagna. Il distacco, dunque.

Comunque sia, i due hanno litigato non lontano da casa Cecchettin, dove il vicino ha sentito la ragazza urlare �lasciami, mi fai male�, e l’ha vista salire in macchina costretta da lui. L� hanno trovato lo strano coltello e due chiazze rosso cupo. La lite diventa una violenta aggressione qualche chilometro pi� in l�, a Foss�. Nel video dello stabilimento Dior, dura circa tre minuti, si vede un groviglio di mani e braccia che si agitano all’interno dell’auto. Giulia scappa, Filippo la rincorre e la colpisce da dietro tenendo in mano qualcosa. � anche quello un coltello? Due coltelli, possibile? Sferra un solo colpo e lei cade, apparentemente esanime. Lui la trascina per i piedi a faccia in gi� e la carica nel baule. Poi riparte.

Ora, il medico legale ha contato una ventina di coltellate sul corpo di Giulia. Dove ha sferrato le altre Filippo? �Pi� avanti, forse�, dice l’investigatore. Ci sono un paio di buchi temporali nel lungo tragitto della fuga. Uno di una ventina di minuti fra Foss� e Zero Branco, nel Trevigiano. E uno dopo il passaggio a Piancavallo, nel Pordenonese, quando si � certamente fermato per trascinare Giulia nel dirupo. L’ha colpita in una prima ipotetica sosta in Veneto o a Piancavallo? Oppure nulla di tutto ci�? Altro mistero: i giorni della fuga. Il viaggio � stato ricostruito con l’aiuto delle telecamere fino a Lienz, in Austria, dove l’auto transita domenica. Da l� in avanti non si sa pi� nulla, finch� la polizia tedesca non intercetta la Punto nera sabato sera ferma sulla corsia di emergenza, a fari spenti, lungo l’autostrada che da Berlino porta a Monaco, quindi in direzione Sud. Lui � a bordo, stremato.


Cos’ha fatto in quei sei giorni? Dov’� andato? Qualcuno l’ha aiutato? O ha vagato da solo per Austria e Germania senza una meta fino all’esaurimento dei 300 euro e del carburante? �Era chiaro che la fuga non sarebbe durata a lungo perch� non � un soggetto inserito in ambiti di criminalit� organizzata con forti appoggi esterni�, ha spiegato il procuratore Cherchi. Una cosa � certa: �Non � mai arrivato a Berlino, l� non risultano passaggi�, ha comunicato la polizia tedesca. Potrebbe essere uscito a Potsdam, invertendo la direzione di marcia. Ma � solo un’ipotesi.

L’ultima tappa certa di Turetta � una cella nel �Roter Ochse�, il carcere prussiano in mattoni rossi nella periferia borghese di Halle che ha alle spalle una storia terribile: � stato uno dei pi� famigerati centri del terrore della Stasi, dove sono stati torturati e �psicologicamente distrutti� 9.700 detenuti politici della Ddr. Prima ancora era una prigione della Gestapo. Ma se oggi Filippo guarda fuori dalla finestra vede il cortile alberato di un carcere tedesco modello. � guardato a vista. Qualcuno dice che ha ammesso agli agenti il delitto, ma la conferma ufficiale non c’�.

Corriere della Sera � anche su Whatsapp. E' sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati.

21 novembre 2023 (modifica il 21 novembre 2023 | 07:05)

- Leggi e commenta
Информация на этой странице взята из источника: https://www.corriere.it/cronache/23_novembre_21/filippo-turetta-carcere-halle-4390aa0e-87ec-11ee-a0e2-1e188114736c.shtml