Eni, utili netti 2023 superiori a 8 miliardi nonostante il calo dei prezzi di Oil&Gas

L’Eni, nonostante la volatilità dello scenario caratterizzato dalla flessione dei prezzi del petrolio Brent (-5% rispetto al quarto trimestre 2022) e del gas (diminuiti del 57% nel mercato europeo), ha registrato un utile netto adjusted (che non tiene conto delle poste straordinarie, ndr) di 8.298 milioni, in riduzione del 38% rispetto al 2022, evidenziando - si legge bella nota - la robusta performance conseguita dal gruppo grazie alla efficace gestione industriale e alla disciplina finanziaria. 

Descalzi: risultati eccellenti nonostante scenario

«Il 2023 - ha commentato il ceo Claudio Descalzi - è stato per Eni un altro anno di eccellenti risultati, nonostante uno scenario incerto e volatile. Abbiamo conseguito ottimi risultati sia finanziari che operativi, progredendo nella nostra strategia di creazione di valore, di decarbonizzazione e di contestuale garanzia di stabilità e affidabilità delle forniture energetiche.  I risultati finanziari di Gruppo sono stati eccellenti con un Ebit proforma di circa 18 miliardi e un utile netto adjusted superiore a 8 miliardi».

Gli eventi del 2023

Descalzi ha poi sottolineato gli eventi principali del 2023, come l’acquisizione di Neptune «che - ha precisato il ceo - con il suo portafoglio prevalentemente a gas, e sinergico ai nostri asset in Nord Europa, Indonesia e Nord Africa, costituirà un elemento chiave per i nostri piani di sviluppo. Nel 2023 abbiamo avviato nel rispetto dei tempi e dei budget i due rilevanti progetti Baleine in Costa d’Avorio e Floating GNL Congo (fase 1). Grazie agli straordinari successi esplorativi in Indonesia e in altre geografie abbiamo confermato la nostra leadership nel settore; al tempo stesso abbiamo conseguito il massimo livello di produzione rispetto all’intervallo obiettivo annunciato. Il settore GGP ha realizzato risultati record facendo leva sulla qualità del portafoglio, azioni di ottimizzazione e favorevoli accordi contrattuali. La realizzazione di progetti a gas e a contenute emissioni è solo un aspetto del nostro piano di transizione, che ci vede anche impegnati nell’aumentare in maniera rilevante la presenza nel settore delle nuove energie». 

Enilive e Plenitude

Enilive, attiva nei business dei biocarburanti e della mobilità, «ha ampliato la propria presenza internazionale attraverso l’acquisizione della partecipazione del 50% nella bioraffineria di Chalmette negli Stati Uniti e l’accordo di joint venture con LG Chem per la realizzazione di un nuovo impianto in Corea del Sud. Plenitude ha raggiunto i 3 GW di capacità rinnovabile. Entrambi i business già adesso assicurano un contributo economico di circa 1 miliardo di ebitda ciascuno. Attraverso il recente accordo per l’ingresso nel capitale di Plenitude di un investitore istituzionale, abbiamo dato visibilità al valore di questo business stimato in circa 10 miliardi rafforzando l’accesso a mezzi finanziari incrementali a sostegno dei nostri piani di crescita».

La terza tranche del dividendo

I risultati sono stati approvati il 15 febbraio dal consiglio di amministrazione, che ha anche deliberato di distribuire agli azionisti la terza delle quattro tranche del dividendo 2024 (relativo all'esercizio 2023), a valere sulle riserve disponibili, per un ammontare di 0,24 euro per azione (rispetto a un dividendo complessivo annuale pari a 0,94 euro), in linea con quanto deliberato dall'assemblea degli azionisti del 10 maggio 2023. La tranche del dividendo di Eni (che sta per concludere un programma di buyback di cui potrebbe beneficiare il governo) sarà staccata lunedì 18 marzo 2024, con messa in pagamento dal 20 marzo.

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