Bologna, giovane denuncia aggressione omofoba: «Sputi, botte e insulti da un gruppo di ragazzini»

diFederica Nannetti

Giuseppe, 29 anni, è stato prima insultato («Gay, copriti, fai schifo»), poi picchiato con calci e pugni da un gruppetto di giovanissimi, tra i 12 e i 15 anni, in zona Barca: «Queste cose nel 2024 non devono succedere»

Bologna, 

Giuseppe, 29 anni, durante l'intervista a Ètv

L’hanno seguito fin sotto casa, insultandolo con offese a sfondo omofobo per poi arrivare a sputi, calci, schiaffi e non solo. «Gay, copriti, fai schifo», le prime parole d’odio, che sono degenerate nella violenza anche fisica e in un tentato furto del cellulare. È successo lo scorso lunedì 30 aprile a Giuseppe, 29 anni, che si è visto preso di mira da un gruppetto di cinque giovanissimi – tre ragazzi e due ragazze – tra i 12 e i 15 anni: in un primo momento ha cercato di fare finta di nulla, di ignorare gli insulti che sentiva correre dietro di sé nonostante le cuffie nelle orecchie, ma alla fine l’escalation di violenza l’ha portato a chiamare la polizia. 

La denuncia

Una vicenda che Giuseppe ha prima denunciato sui suoi canali social e ha poi raccontato ai microfoni di Ètv, in primis per evidenziare la «natura omofoba» dell’aggressione che l’ha fatto finire al pronto soccorso con contusioni multiple: il risvolto omofobo, infatti, in un primo momento non era emerso, dettaglio che l’ha lasciato amareggiato rispetto a come sarebbe stata trattata la notizia. Ma ha deciso di denunciare anche e soprattutto nella speranza che episodi del genere non si verifichino più: «Ho voluto denunciare perché queste cose nel 2024 non devono succedere – le sue parole –: i genitori dovrebbero insegnare il rispetto e l’educazione verso tutte le persone: gay, anziani, neri. Bisogna avere rispetto e gentilezza verso chiunque».

L'aggressione

Lunedì, infatti, Giuseppe stava tornando a casa, in zona Barca, verso via del Beccaccino, quando i ragazzi hanno cominciato a fissarlo e poi a seguirlo a suon di insulti e sputi alle spalle: nulla è valso far finta di nulla e cercare di non dare loro corda. «Ma quando mi sono accorto dello sputo e mi sono girato per chiedere loro cosa volessero, ho ricevuto un calcio – ha raccontato il ragazzo –. Poi sono arrivati una serie di schiaffi e un cazzotto in faccia. A quel punto ho chiamato il 113 e insieme li abbiamo rintracciati, nascosti un garage condominiale».

L'intervento della polizia

La polizia, alla fine, giunta sul posto con una volante, ha arrestato uno dei membri del gruppo in fuga, un ragazzo di 15 anni che nel pestaggio ha anche cercato di rubargli lo smartphone. Per questo, il 15enne è stato posto in arresto per il reato di tentata rapina veniva trasportato presso gli uffici della Questura, dove da maggiori accertamenti emergeva un pregiudizio di polizia per lesioni personali. «L’unico modo per combattere l’omofobia -ha aggiunto sui social Giuseppe - è parlarne e denunciare, non nascondere».

La newsletter del Corriere di Bologna

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Bologna e dell’Emilia-Romagna iscriviti gratis alla newsletter del Corriere di Bologna. Arriva tutti i giorni direttamente nella tua casella di posta alle 12. Basta cliccare qui.

4 maggio 2024 ( modifica il 4 maggio 2024 | 21:56)

- Leggi e commenta