“Scarsa igiene”, chiusa a Tor Bella Monaca la pasticceria “Benedetto” di Andrea La Fortuna, pupillo di Gasparri

Pasticcini e bignè preparati in precarie condizioni igieniche. Ma anche un lavoratore in nero. Dolcetti amari per il vicepresidente del VI municipio Andrea La Fortuna, esponente di Forza Italia e fedelissimo del presidente Nicola Franco. Ad agitare le notti del politico, uno dei pupilli del senatore Maurizio Gasparri, è stato il recente blitz delle forze dell’ordine nel quartiere lo scorso 3 aprile.

Oltre agli arresti per spaccio e alle denunce per le occupazioni abusive fra le case popolari, nel corso dei controlli fatti da polizia, carabinieri, finanza e polizia locale sono stati chiusi diversi negozi per irregolarità. Tra questi c’è anche la pasticceria Benedetto, in via Amico Aspertini, di proprietà della madre del vicepresidente La Fortuna: la questura ne ha disposto la chiusura perché gli agenti hanno trovato scarse condizioni igieniche, un lavoratore in nero e altre irregolarità in materia di sicurezza alimentare.

Gli agenti sono arrivati al negozio nelle prime ore del mattino e hanno controllato tutto: vetrine, cucina, laboratorio e contratti del personale.

Alla fine dell’ispezione hanno elevato tre sanzioni: una da 1.500 euro per la presenza di un lavoratore in nero, una da 2mila euro per la mancata esposizione della lista degli allergeni fra gli alimenti in vendita e infine una terza da 3mila euro per violazioni sulla sicurezza, visto che la manutenzione della macchina impastatrice non era adeguata. Proprio a causa delle condizioni igieniche riscontrate, la pasticceria è stata chiusa in attesa del prossimo sopralluogo della Asl. Per evitare ulteriori sanzioni dovrà inoltre essere messo in regola il lavoratore in nero.

A nulla è servita la presenza del vicepresidente del Municipio, che non appena ha saputo del blitz si è precipitato sul posto. Quel giorno gli agenti hanno controllato diversi negozi, elevando sanzioni per 73mila euro, di cui 6.500 alla pasticceria di famiglia di Andrea la Fortuna.

Carabiniere in congedo per attività politica, a difenderlo è il presidente del VI Municipio Nicola Franco. «Non è giusto esporre il negozio a pubblicità negativa solo perché è di un parente di un politico: stiamo parlando di una semplice ammenda amministrativa, pagherà e finirà qui». Il presidente, insomma, minimizza. E si chiede se sia solo un caso il blitz nel negozio di famiglia del politico. «Non bisogna strumentalizzare: ci sono tante altre attività commerciali che non sono state controllate».

Quella della pasticceria è l’ennesima tegola che cade sulla testa della presidenza di Nicola Franco e della sua giunta di centrodestra. Il 12 dicembre c’era stato l’arresto dell’attivista Maricetta Tirrito, finita sotto indagine per la degli orrori di Ardea da lei gestita. Fino all’arresto Tirrito aveva realizzato con Nicola Franco numerosi eventi contro la criminalità e corsi contro la violenza sulle donne con il patrocinio del Municipio.

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