Un caso i commenti su Facebook di Emanuele Compagno legale del 22enne che ha ucciso Giulia Cacchettin: �In Italia troppi casi di denunce infondate da parte delle donne�. E intanto la famiglia nomina un secondo avvocato
�Ho assistito ieri ad una scandalosa puntata di “Carta Bianca” con Bianca Berlinguer in tema di violenza alle donne. La donna veniva trattata come una menomata, come un’incapace. Se ubriaca � scusata. L’alcol � una scusante per la donna, mentre non lo � per l’uomo. Una totale deresponsabilizzazione della donna, come fosse un oggetto incapace di auto-determinarsi. Queste esagerazioni servono solo a delegittimare la donna trasformando in farsa un problema serio. Portano all’assurdo un problema vero�. Scriveva cos� sul suo profilo Facebook, a maggio 2021, Emanuele Compagno, legale di Filippo Turetta , il giovane indagato di sequestro di persona e omicidio volontario con l’aggravante della �relazione affettiva, ora cessata � nei confronti di Giulia Cecchettin, trovata morta sabato scorso in un dirupo vicino al lago Barcis. Nella difesa di Turetta Compagno verr� ora affiancato da Giovanni Caruso, del foro di Padova, nuovo difensore del giovane di Torreglia (Padova) che ora si trova in carcere in Germania, ha ammesso di aver assassinato la ex fidanzata e verr� consegnato alle autorit� italiane sabato 25 novembre.
Due mesi dopo, il 27 luglio, ecco un altro suo post, questa volta sul fenomeno delle false accuse di molestie, stalking, violenze sessuali, maltrattamenti. �Tanti, troppi i casi in Italia e nel mondo di accuse risultate infondate o false. A volte utilizzate strumentalmente per avere forza in cause civili, come le separazioni o divorzi — scriveva l’avvocato —. Gli inglesi hanno stabilito dei protocolli per vagliare e scrutinare queste denunce. Anche in Italia dovrebbe maturare una coscienza nuova, quelle che vede nell’accusato non un colpevole, ma un innocente fino a prova contraria. I Giudici dovrebbero comprendere che non vi pu� essere violenza durante un rapporto iniziato con il consenso di entrambi laddove non sia dimostrato che il consenso � stato revocato e comunicato in maniera chiara all’altra parte�. Il post, al tempo, suscit� risposte del tipo �Finalmente qualcuno che non ha paura di dire la verit� (@forzaviola4810). �Evito le femmine sempre comunque per minimizzare ogni rischio, tale genere mi fa paura� (@iamthedoctor6156).
Resistono ancora le resistenze nell’accettare un rovesciamento di prospettiva che la parola femminicidio (un delitto che trova i suoi profondi motivi in una cultura dura a rinnovarsi e non un voler forzatamente distinguere tra delitto e delitto semplicemente in base al sesso della vittima) comporta. Ancora oggi alle donne viene data parte della colpa. Per un italiano su quattro la violenza sessuale � originata dal modo in cui la donna si veste? Significa che, dunque, � colpa sua. Commenti che sembrano non fermarsi e tesi (quasi) a giustificare le aggressioni alle donne. Atteggiamento al quale Emanuele Compagno non sembra essere immune. Ripescando tra i suoi post, il 31 ottobre 2015 l’avvocato della famiglia Turetta scriveva sulla notte di Halloween: �Non capisco cosa ci facciano delle ragazzine vestite da pu****e in giro per il paese. E nemmeno perch� i genitori accompagnino i figli a disturbare per le famiglie suonando campanelli. Vergognatevi�. �Addirittura pu****a�, risponde qualcuno. �Mi sembra leggermente offensivo�, qualcun altro. E, ancora: �Ormai sei diventato ripetitivo... abbiamo capito come la pensi....per� modera certi termini riferiti a dei minorenni!�.
Due anni fa, il 25 novembre 2020, in occasione della giornata contro la violenza alle donne e che quest’anno diventer� simbolo di solidariet� per Giulia Cecchettin e tutte le donne che, come lei, hanno perso la vita per mano di un uomo, ricordava che �� giusto ricordare che le vittime sono da entrambe le parti�. Che �� giusto ricordare tutti di fronte alla violenza�. Affermazioni via social che a molti sono suonate alquanto disturbanti se si pensa che il caso di cui � stato chiamato ad occuparsi, l’omicidio di Giulia Cecchettin, riguarda il 105esimo femminicidio in Italia, commesso proprio dal suo assistito: Filippo Turetta. �Questo soggetto, senza sapere chi ca**o � Turetta, ha detto che avevano una bella storia d’amore... — tuona @wallora — gi� solo questo fa capire che come avvocato non vale i soldi spesi dallo Stato�.
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23 novembre 2023 (modifica il 23 novembre 2023 | 14:11)
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