Sciolto il giurì che doveva dirimere lo scontro Meloni-Conte sul Mes. Il leader 5S: “Volevano farla vincere”. Insorge Mulè: “Oltraggioso”

Una versione che è stata contestata dal forzista Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera designato da Fontana a presiedere il giurì: sono stato “un arbitro terzo e imparziale” e “ringrazio il presidente della Camera Lorenzo Fontana che ha riconosciuto l'accuratezza e la precisione del lavoro svolto dalla commissione d'indagine che ho presieduto. Spero che le sue parole siano sufficienti a chi si è avventurato a giudicare il mio operato”, ha contestato nel corso di una conferenza stampa convocata per oggi pomeriggio. Per l'esponente azzurro “è singolare che Conte abbia ricavato la certezza di non andare incontro a un parere imparziale semplicemente leggendo la missiva di Vaccari e Zaratti”. Da presidente del giurì d'onore, rivendica, “ho evitato in tutti i modi di avere un contatto diretto con il presidente Conte, che mi ha telefonato per comunicarmi la presentazione di un'istanza, e con la presidente Meloni: figuratevi che non le ho mandato né gli auguri di Capodanno né del compleanno, anzi faccio ammenda oggi che sono libero”. È “singolare”, ha quindi attaccato Mulè riferendosi a Conte, che “lui, parte in causa, si erga a giudice”: “Se fossimo in tribunale – ha concluso – saremmo di fronte a un palese oltraggio alla corte. Conte si è portato via il pallone”.
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