Morti annegati in laghi, fiumi e torrenti: tra giugno e luglio una vittima ogni due giorni

ROMA – Il dramma della bambina di soli 7 anni annegata in un lago nel cuneese mentre era al centro estivo. Il dramma di madre e figlio ritrovati morti sul fondo del lago di Garda. I due giovani spariti nelle acque del fiume Brenta dove si erano tuffati per recuperare un pallone. E, ancora. la tragedia del Natisone: tre ragazzi portati via dalla corrente inferocita dal maltempo. Sono solo gli ultimi episodi di cronaca che contano le vittime nei laghi e nei fiumi d’Italia di questa estate. Sono 22 da giugno a oggi. Vale a dire un morto ogni due giorni. E ogni anno la Sima, Società italiana di medicina ambientale, ne calcola in media 400, morti annegati in acqua, in mari, laghi, fiumi, torrenti.

Una strage di livello planetario

Nel mondo sono circa 236mila le persone decedute per annegamento: gli incidenti avvengono in mare aperto, nei fiumi ma anche in piscine alte pochi centimetri e nelle vasche da bagno di casa. Le vittime più frequenti, secondo l’Oms, sono i bambini tra uno e 4 anni, seguiti da quelli di età compresa tra 5 e 9 anni.

L’appello dell’esperto

“Le acque interne di fiumi e laghi possono nascondere grandi insidie – afferma il presidente Sima, Alessandro Miani - Da un lato mulinelli d'acqua e correnti nei fiumi, dall'altro fondali improvvisamente profondi dei laghi e difficoltà a risalire a riva, quando questa è rocciosa, causata da alghe adese alla pietra che la rendono scivolosa".

"Più controlli”

"I numeri sui decessi – aggiunge Miani – ci dicono che serve più prevenzione in Italia, promuovendo nella popolazione una maggiore consapevolezza circa le norme base di sicurezza e incrementando controlli e divieti” .

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