Da Costa a Sarti ecco chi ha versato nelle casse del partito. Il ruolo delle nomine interne
Una questione di soldi. E, forse, anche di nomine. Le casse dei Cinque Stelle tirano il fiato. A novembre il partito ha incassato circa 420mila euro di donazioni da parte dei suoi eletti o ex: figurano anche bonifici importanti come i 20mila euro versati da Federico Cafiero De Raho o i quasi 11mila di Vittoria Baldino.
I 420mila euro sono rispetto al solito un’anomalia, una cifra che � quasi il triplo di quanto ricevuto in alcuni mesi come ad esempio settembre, quando - con il ritorno all’attivit� politica a pieno regime dopo il break estivo - gli stellati hanno versato circa 160mila euro. Anche il numero dei bonifici � aumentato: a novembre sfiorano il centinaio, contro i 55-60 di agosto e settembre o la cinquantina di maggio, mese in cui sono entrati in vigore i nuovi criteri di rendicontazione retrodatati a ottobre 2022 (duemila euro mensili al partito, altri 500 destinati a opere per la collettivit�).
Come mai a novembre c’� stata questa corsa a versare da parte degli stellati dopo mesi in cui si sono accumulati ritardi e in cui le casse del partito hanno sofferto? Forse un caso. Forse, invece, la spiegazione � pi� semplice del previsto. L’11 dicembre Giuseppe Conte ha proposto la nuova composizione dei comitati interni, piccoli tavoli o “feudi” come scherza qualcuno nel Movimento di competenza.
Per potere svolgere l’impiego nei comitati, i parlamentari devono per� essere in regola con i versamenti (compresa la questione del tfr per chi ha svolto uno o due mandati in Parlamento). Ecco allora piovere negli ultimi quattro giorni del mese quasi 290mila euro sul conto corrente del Movimento. “Una nomina val bene un bonifico”, c’� chi ironizza tra i Cinque Stelle.
A scorrere la lista di chi ha versato denaro, compaiono molto spesso - guarda caso - parlamentari che fanno parte dei comitati. Oltre a Cafiero De Raho (comitato Giustizia) e Baldino (Politiche giovanili), c’� Roberto Traversi (Infrastrutture), che ha donato quasi 20mila euro, c’� il vicepresidente della Camera Sergio Costa (Pianeta 2050) con oltre 12mila euro. o i senatori Roberto Cataldi (Istituzioni, 15mila euro) e Marco Pellegrini (Pnrr) con circa 16mila euro cadauno.
Ma a colpire sono soprattutto le donazioni degli ex. Molti i nomi di stellati che hanno abbandonato il Parlamento nel 2022. Si va dall’ex capogruppo Gianluca Perilli (comitato progetti, quasi 11mila euro donati) a Paola Carinelli, compagna di Vito Crimi e anche lei nel comitato progetti (quasi 19mila euro). C’� Giulia Sarti (Giustizia) con poco meno di 20mila euro o Gianni Girotto, che ha versato oltre 17mila euro.
“Non c’� nulla di anomalo”, si affrettano a ribattere alcuni esponenti contiani. “Semplicemente con il nuovo sistema qualcuno aveva accumulato dei ritardi che possono capitare” . C’� chi precisa: “Sui nostri fondi c’� stato un allarmismo ingiustificato”. Ora, per�, dopo a pioggia di bonifici, i conti (e gli orizzonti) sono pi� rosei.
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2 gennaio 2024 (modifica il 2 gennaio 2024 | 13:19)
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