Arrestato la scorsa estate, il 48enne � stato riammesso alle liste elettorali. Si vota a febbraio, il presidente uscente alla fine ha rinunciato a modificare la Costituzione
Ousmane Sonko durante un comizio Afp
Lo spettro (o la promessa) dell’ex ispettore delle tasse Ousmane Sonko increspa le acque (solitamente placide) delle elezioni del prossimo febbraio in Senegal, uno dei Paesi pi� stabili dell’Africa occidentale, tra incertezze e possibili colpi di mano dell’ultimo momento. Il molto social Sonko, 48 anni, ha un grande seguito tra i giovani stanchi dei soliti volti noti. Il fatto che sia agli arresti da luglio sembrava tagliarlo fuori definitivamente dalla competizione, ma una decisione della Corte Suprema a met� dicembre ha rimesso il suo nome sulle liste elettorali.
La scorsa estate un tribunale l’aveva prosciolto dall’accusa di stupro mossagli da una massaggiatrice, ma lo aveva condannato per �corruzione della giovent�� e �condotta immorale� in quanto la donna aveva 20 anni all’epoca della loro �relazione�. La sentenza per il parlamentare arrivato terzo alle ultime consultazioni nel 2019, ex sindaco della citt� di Ziguinchor, aveva provocato furiose proteste (con 16 morti e centinaia di feriti tra i manifestanti).
In Senegal l’et� media � 19 anni e 4 persone su dieci vivono al di sotto della soglia di povert� (con due dollari al giorno). Il presidente uscente Macky Sall, salito al potere nel 2012 e rieletto nel 2019, dopo aver sondato la possibilit� di modificare la Costituzione (un vizio di molti suoi colleghi non solo africani) per puntare a un terzo mandato, ha cambiato idea. A settembre ha designato come suo successore il premier Amadou Ba, a capo della coalizione di governo Benno Bokk Yakaar (�Uniti dalla speranza�, in lingua wolof) nata 11 anni fa nel nome di Sall.
Tutti contro il detenuto Sonko, anche se non � chiaro quello che potrebbe accadere a ridosso delle elezioni. In passato, altri candidati giudicati �pericolosi� sono stati estromessi dalla lotta politica per via giudiziaria. La comunit� internazionale vorrebbe che il Senegal continuasse a essere una non-notizia, nel segno della stabilit�. Vale soprattutto per Parigi, allarmata dalla retorica anti-francese fatta propria dall’ex esattore che aveva denunciato la corruzione di un establishment da sempre vicino all’ex potenza coloniale, la cui popolarit� in Africa non � mai stata cos� bassa, dal Mali al Niger. Un presidente anti-francese a Dakar sembra (quasi) fantascienza.
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4 gennaio 2024 (modifica il 4 gennaio 2024 | 17:54)
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