Il 9 luglio 1962 nell’Oceano Pacifico per un attimo il cielo si è acceso della luce di una nuova stella. Il globo di fuoco era però uno spettacolo sinistro: una testata nucleare statunitense da 1,4 megatoni fatta scoppiare da un missile a quattrocento chilometri di altezza, segnando un altro primato nella corsa verso l’Armageddon. L’anno dopo Mosca e Washington siglarono la moratoria sui test atomici, mettendo un freno agli stregoni dell’apocalisse, e il record di quota raggiunto da quell’ordigno è rimasto imbattuto.
Guerre stellari, così Putin fa rinascere un incubo degli anni Sessanta
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