La condizione di Altman � la cacciata di chi ha cospirato per licenziarlo quando ha cercato di accelerare con Microsoft. Oppure � pronto a fondare una societ� concorrente
Afp
NEW YORK — Colpi di scena a raffica nella guerra scoppiata dentro OpenAI, sfociata nella congiura di venerd� col licenziamento in tronco di Altman, il padre di ChatGPT, osannato in tutto il mondo come il pioniere di una nuova tecnologia che affascina e spaventa, soprannominato l’�Oppenheimer della nostra epoca�. Il trauma della cacciata del fondatore e capo dell’impresa pi� avanzata nel campo dell’intelligenza artificiale generativa ha portato a un esodo di cervelli dell’azienda, fedeli ad Altman e alla dura reazione degli investitori come le societ� di venture capital Sequoia, Thrive Capital, Andreessen Horowitz e Tiger Capital e, soprattutto, Microsoft: il gigante di Seattle finanzia OpenAI con 13 miliardi di dollari e ha il 49 per cento del capitale della societ� commerciale ma non ha azioni nella societ� controllante, una non profit filantropica.
Nella notte si �, cos�, improvvisamente delineata la possibilit� di un altro capovolgimento di fronte: il clamoroso rientro di Altman in OpenAI. La possibilit� di un ripensamento � emersa da una dichiarazione del direttore generale della societ�, Brad Lightcap che ha ridimensionato le cause della rottura con Altman: licenziato �non per aver commesso azioni malvagie in campo finanziario o gestionale ma per una rottura dei canali di comunicazione tra l’amministratore delegato e il suo consiglio d’amministrazione�.
A questo punto sono iniziate le trattative per un rientro, ma Altman, che pubblicamente ha dichiarato in un tweet il suo amore per la gente di OpenAI, in privato ha fatto sapere che la condizione del rientro � la cacciata dei consiglieri che hanno organizzato la congiura contro di lui (a partire dal capo degli scienziati, Ilya Sutskever) e, cosa ancor pi� complessa, il cambiamento del sistema di governance di OpenAI che ha reso possibile la sua defenestrazione.
Questione non banale perch� quella governance, peraltro voluta dallo stesso Altman che si � pi� volte vantato di guidare una societ� democratica e trasparente fino al punto che il suo capo, privo di azioni, poteva essere licenziato in ogni momento, � la garanzia di una guida di OpenAI basata sui criteri etici della fondazione senza scopo di lucro: un cambiamento dar� pi� potere alla societ� OpenAI commerciale (quella che ha messo sul mercato ChatGPT) e alle imprese sue finanziatrici e azioniste.
Le trattative sono in corso in queste ore: Altman avrebbe promesso una decisione entro la giornata odierna (fuso di San Francisco, 9 ore indietro rispetto all’Europa). Se non torner� in OpenAI fonder� una nuova societ� concorrente coi fuoriusciti e altri che si sono gi� offerti di partecipare finanziariamente e sul piano tecnologico. Tra l’altro gi� due mesi fa Altman aveva avviato u n dialogo con Jony Ive, il designer dell’iPhone che ha lasciato Apple, per lo sviluppo di un nuovo strumento capace di sfruttare le potenziale dell’AI generativa meglio degli smartphone.
Questa incredibile tragicommedia del capitalismo digitale — fulminea come la sua tecnologia — � iniziata venerd� a mezzogiorno quando Altman, reduce dagli incontri del vertice Asia Pacifico (Apec) di San Francisco dove aveva pontificato sugli incredibili orizzonti aperti dalla sua societ�, rispondendo a una chiamata, si � collegato in video col capo degli scienziati di OpenAI, Ilya Sutskever, cofondatore della societ� come lui. Altman si � trovato davanti l’intero consiglio d’amministrazione (del quale Sutskever fa parte) salvo il suo presidente, Greg Brockman.
Il board gli ha comunicato il suo licenziamento. Subito dopo, informato e parzialmente destituito il presidente, il consiglio ha dato la notizia in un comunicato. Il partner Microsoft al quale Altman aveva appena chiesto altri finanziamenti (oltre ai 13 miliardi gi� messi sul piatto) per accelerare la corsa verso l’AGI, l’intelligenza generale di livello umano, � stato informato di quanto stava accadendo solo un minuto prima dell’immissione in rete del comunicato.
Proprio l’accelerazione di Altman verso un’intelligenza potenzialmente pericolosa, la moltiplicazione dei prodotti commerciali messi sul mercato sull’onda di ChatGPT e i suoi rapporti sempre pi� stretti col gigante Microsoft sarebbero all’origine della decisione della maggioranza del board di cacciare il fondatore accusandolo di aver violato i principi etici da lui stesso definiti. Ieri abbiamo scritto che forse Samuel Harris Altman, il 38enne ebreo americano cresciuto a St Louis, in Missouri, col mito di Steve Jobs e che nel giro di pochi anni, sbarcato in California, era riuscito a diventare non solo imprenditore digitale, ma anche coscienza critica della Silicon Valley, pi� che un Oppenheimer � un Icaro che si � avvicinato troppo al sole. Nelle prossime ore sapremo se � riuscito, con una straordinaria acrobazia, a recuperare le sue ali.
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19 novembre 2023 (modifica il 19 novembre 2023 | 17:29)
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