Il diciottenne, nel campo di concentramento, ha raccolto un pezzo di ceramica: trattenuto dalle forze dell'ordine per la bravata, è stato poi rilasciato dopo qualche ora
«Volevo solo un ricordo del viaggio». Si è giustificato così, non capendo tutto il clamore suscitato dal suo gesto, uno studente di 18 anni di Reggio Emilia sorpreso con in tasca un piccolo reperto ceramico raccolto poche ore prima nel campo di concentramento di Birkenau. Una leggerezza in buona fede, è stato appurato, che gli ha consentito di non avere conseguenze nonostante l'intervento della polizia.
Il reperto in tasca
Il ragazzo, dell'istituto Gobetti di Scandiano, si trovava lì assieme ad altri 120 giovanissimi. In queste settimane il personale di Istoreco, l'Istituto per la storia della Resistenza di Reggio, come ogni anno sta accompagnando i ragazzi delle classi quinte nel Viaggio della Memoria: un'esperienza totalizzante che da oltre vent'anni caratterizza il lavoro che la realtà reggiana mette in campo assieme alle scuole del territorio. Quest'anno - il turno in questione è rientrato a Reggio da poche ore ed è già in partenza l'ultimo turno del 2024, per un totale di 1.350 studenti coinvolti in un mese e mezzo - la meta è la Polonia, e in particolare i campi di Auschwitz e Birkenau, cui viene dedicata un'intera giornata di visita.
I controlli della polizia
Al mattino si comincia da Birkenau e dall'immenso campo esterno. È stato lì che il 18enne, senza che nessuno tra docenti e compagni se ne accorgesse, ha raccolto da terra una sorta di scheggia di materiale ceramico. Passata qualche ora, lo stesso gruppo si preparava all'ingresso ad Auschwitz, prima del quale vengono messi in atto controlli simili a quelli di un aeroporto. Controlli che hanno fatto emergere quel piccolo coccio che il 18enne teneva in tasca dal mattino. Il ragazzo per diverso tempo non ha capito di aver fatto qualcosa di sbagliato, e la sua ingenuità era in effetti provata dal fatto di non aver nascosto in pullman il piccolo reperto: una buonafede che ha convinto la polizia, nel frattempo allertata, a lasciarlo andare senza conseguenze previa restituzione della scheggia di ceramica.
Trattenuto per ore
Il tutto è durato diverso tempo però, e il 18enne ha perso la visita ad Auschwitz. Il campo di concentramento tristemente notissimo è un vero e proprio museo che richiama due milioni e mezzo di visitatori all'anno: se lo studente avesse fatto una cosa del genere all'interno, per lui sarebbe scattato l'arresto.
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