L’attaccante della Nazionale di Spalletti: �In Argentina tutti fanno il tifo per me, io mi sento italiano e ringrazio chi mi ha consigliato di venire a giocare qui. Spalletti mi ha fatto i complimenti ma nessuno ha il posto fisso�
Mateo � quasi l’ultimo a uscire dal tempio di Messi, quasi volesse ritardare l’inevitabile. I suoi compagni sono gi� dentro il pullman, la polizia � pronta a scortare la squadra sino in albergo, ma Retegui � indeciso, si aggiusta il ciuffo ribelle, si ripara dal vento, firma qualche autografo e si volta indietro verso il prato del Chase Stadium, dove � rinato con una doppietta. Due tiri, due gol. Uno sblocco, anche mentale, 362 giorni dopo l’ultima gioia azzurra. Forse abbiamo trovato il centravanti, anche se i patimenti di questi lunghi anni, invitano alla prudenza. �Sono molto contento. Questi mesi non sono stati facili. Ora per� sono felice, finalmente posso dirlo. Ho fatto bene a venire in Italia, ho desiderato la maglia azzurra con tutte le mie forze�, dice con un sospiro come se si fosse tolto un peso grande dallo stomaco perch� la sua prima stagione italiana � stata complicata. �Gli infortuni non mi hanno aiutato, per� non ho mai mollato�.
Eccolo, Retegui mentre le ombre della sera si allungano sulla Florida. Genuino, schietto, diretto. Gi� integrato nella nuova realt�. Parla bene l’italiano e non bada alla concorrenza. Finito nelle retrovie dopo il cambio dell’allenatore, ha sofferto in silenzio, ma non ha mai dubitato di s� stesso. Mateo non sa solo fare gol, ma anche cosa vuole dalla vita. La sua si � trasformata in una serie di scelte, la prima fondamentale: voltare le spalle alla tradizione di famiglia, abbandonando l’hockey per giocare a calcio. La seconda, altrettanto importante, rinunciare alla Seleccion di Messi e buttarsi tra le braccia dell’Italia. La terza venire in serie A, come gli aveva consigliato Mancini. Ora � pronto per Spalletti. L’incontro a Pegli, in uno dei soliti blitz del c.t. nei ritiri, assomiglia a una svolta: �Ho desiderato questa maglia tantissimo e far� sempre il massimo per meritarla�.
Si sente pronto per l’Europeo?
�Sono sempre pronto per giocare. Sto bene, il calcio � la mia vita. Per� a quell’appuntamento manca ancora tanto e non so se ci andr�. L’allenatore ci ha spiegato che nessuno ha il posto assicurato ed � giusto cos�. So che, se voglio tornare in azzurro la prossima estate, devo chiudere bene la stagione con il Genoa. Adesso per� voglio solo riposare e pensare alla prossima partita con l’Ecuador per farmi trovare posto se avessero bisogno di me�.
Spalletti le ha fatto i complimenti dopo il Venezuela e non solo per i gol, ma per le sponde e il sacrificio nell’aiutare la difesa.
�Lo ringrazio e non solo per i complimenti, ma per l’opportunit� che mi ha dato e far� l’impossibile per non deluderlo. Sono contento di avergli mostrato il mio valore. Voglio fare le cose perbene perch� la Nazionale � un obiettivo e un orgoglio. L’ho scelta e intendo giocarci il pi� possibile. Due gol per� non bastano. So che non devo fermarmi�.
Come � il rapporto con il c.t.?
�Sono grato a Mancini che mi ha voluto in azzurro e anche a Spalletti, che mi ha confermato nel gruppo. Con lui ho un rapporto buono, diretto, sento la sua fiducia e cos� � pi� facile�.
Cosa le chiede?
�Niente di particolare. Mi ripete ogni volta di giocare tranquillo, di attaccare la profondit� e aiutare i compagni in tutti i momenti�.
Retegui in cinque partite con la Nazionale ha gi� segnato quattro gol. Dove vuole arrivare?
�Non ragiono cos�, non guardo troppo avanti, sprecherei inutilmente delle energie. Penso a un giorno alla volta, adesso mi godo la vittoria con il Venezuela. Segnare � importante, ma contano di pi� i successi di squadra. Siamo un gruppo unito e vogliamo crescere insieme�.
Insieme a lei, in questa avventura americana, c’� sempre pap� Carlos, che la segue e la sprona e in estate l’ha portata al Genoa. Cosa vi siete detti dopo la doppietta al Venezuela?
�La famiglia � importante per me e mi ha aiutato a diventare quello che sono. Tutti a casa, in Argentina, mi sostengono e tifano per me. Pap� mi segue sempre, � venuto negli Stati Uniti con il mio padrino, ci siamo abbracciati forte, � stato un bel momento. Ora andremo a prenderci un bel caff� e staremo qualche ora insieme�.
Il paragone con Batistuta � uno stimolo o rischia di condizionarlo?
�Non ci penso. Bati � stato un grande campione, uno degli attaccanti pi� forti del mondo e anche in Italia ha fatto benissimo prima con la Fiorentina e poi vincendo uno scudetto con la Roma. Io sono appena arrivato e pensare a crescere senza grilli per la testa, badando al sodo. So che devo lavorare duro e mantenere i piedi per terra. Solo cos� potr� migliorare giorno per giorno. La strada � ancora lunga�.
Qual � l’obiettivo di Retegui?
�Diventare un calciatore sempre pi� forte e maturo�.
Sia sincero Mateo, l’Europeo lo sente vicino?
Sorride, ma non ci casca. �Posso dire che voglio andarci e che mi impegner� per convincere l’allenatore. Se non dovesse succedere, allora tifer� per l’Italia davanti alla tv�.
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23 marzo 2024 (modifica il 23 marzo 2024 | 07:02)
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