Dal primo ottobre la portaeromobili andrà in disarmo: l’ammiraglio di squadra Enrico Credendino, capo di stato maggiore, ha già firmato il provvedimento con cui dispone questo passaggio definitivo
Dal primo ottobre prossimo la portaeromobili Giuseppe Garibaldi andrà in disarmo. Il capo di stato maggiore, l’ammiraglio di squadra Enrico Credendino, ha già firmato il provvedimento con cui dispone questo passaggio definitivo. La Garibaldi è la nave dei tanti record: la prima portaerei a far parte della flotta militare italiana, l’ultima unità navale ad essere uscita dai cantieri di Monfalcone, la prima ad ormeggiare in Mar Grande a Taranto nel 1985, prima ancora che venisse costruita la nuova Stazione navale.
Le caratteristiche tecniche
La Garibaldi è una portaeromobili leggera che può impiegare sia elicotteri sia aerei a decollo verticale e/o corto. Lunga 180 metri e larga una trentina al ponte, è stata varata il 4 giugno del 1983 e ora dopo 40 anni è arrivato il momento dell’addio all’operatività, tra l’altro a poco più di 10 anni dai lavori che la trasformarono da portaerei in unità anfibia, operazione nella quale furino impegnate le maestranze dell’Arsenale militare di Taranto in modo continuativo dal 2013 e quasi tutto il 2014. La notizia della prossima operazione di disarmo arriva mentre la Garibaldi si trova a Harstad, nel nord della Norvegia, per partecipare insieme alla nave San Giorgio, all’esercitazione militare multinazionale Nordic Response 2024.
La sostituta
La portaerei, quindi, uscirà dalla squadra navale per fare posto alla Trieste, unità anfibia multiruolo - la nave più grande mai costruita da Fincantieri per la Marina - che arriverà a Taranto entro la fine di quest’anno. Per quanto riguarda il futuro, tutto è ancora da decidere, ma un’ipotesi prevede che la Garibaldi possa essere riconfigurata come piattaforma per il lancio di satelliti civili e militari sulla base del programma "Simona" (Sistema di messa in orbita da piattaforma navale). Il programma, ancora in fase di studio, dovrebbe essere realizzato con fondi europei.
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