Valle d'Aosta, si contano i danni dopo le piogge e le esondazioni. Il sindaco di Cogne: «Siamo fiduciosi di poter salvare la stagione turistica»
AOSTA Alla fine saranno oltre 1.100 i turisti sfollati da Cogne dopo l'alluvione dei giorni scorsi. Da sabato sono bloccati nella «perla» delle Alpi, a 1.500 metri di quota: la strada regionale 47, unico collegamento con il fondo valle, è crollata in più punti sotto la furia del torrente Marmore. Il paese è raggiungibile solo in elicottero: un centinaio di turnazioni al giorno per trasportare gli evacuati al campo sportivo di Aymavilles, dove è stato predisposto un servizio bus per accompagnarli ad Aosta.
A Cogne regna un silenzio surreale. Le strade sono deserte. Nel centro del paese non ci sono tracce dell'esondazione del Marmore, avvenuta qualche chilometro più a valle. Danni ingenti sono segnalati in Valnontey. «Proseguono i lavori di ripristino dell'acquedotto e entro sera si farà un primo tentativo di rimettere l'acqua nel sistema. Rimangono comunque attivi i punti acqua in piazza e nelle principali frazioni. Si sta lavorando per bonificare la strada di Lillaz interessata da tre colate detritiche. È garantito un presidio medico h 24» fanno sapere dal Comune.
«Siamo fiduciosi di poter salvare la stagione turistica. Cogne è una località che vive di turismo e noi stiamo lavorando per trovare un sistema che ci consenta in breve tempo di portare a Cogne i nostri affezionati villeggianti» aggiunge il sindaco Franco Allera.
Situazione precaria anche a Cervinia, dove l'esondazione del torrente Marmore ha investito il centro della località. Una trentina di attività commerciali — bar, ristoranti e negozi — è stata allagata. Fango e detriti ovunque, dai garage agli scantinati. Decine di persone, tra cui molti volontari, sono al lavoro per ripulire. I danni sono rilevanti. Gli occhi di tutti sono rivolti al cielo: nei prossimi giorni sono previste nuove piogge.