Mistero a Fiumicino, dove la capitaneria di Porto ha recuperato il cadavere di un uomo di mezza età nella darsena del porto di Fiumicino. Il corpo è stato avvistato alle 11.30 di questa mattina di fronte a un cantiere navale, da un uomo che stava risalendo il fiume su una barca da diporto: la Guardia Costiera di Fiumicino è subito intervenuta ma le operazioni di soccorso non sono state facili. Secondo le prime informazioni raccolte dagli uomini della Capitaneria di Porto il cadavere infatti si trovava in acqua da almeno due mesi al punto che la pelle aveva subito l’effetto “saponificazione”, in altri termini aveva cominciato a sfaldarsi.
Non è ancora possibile identificare il cadavere che era sostanzialmente nudo: era rimasti solo alcuni brandelli di vestiti appesi al corpo. Ancora presto per capire i motivi della morte, soprattutto dopo due mesi passati in acqua: si pensa che l’uomo provenga dall’estuario del Tevere, ma anche questo è da accertare. L’unico dato certo è la lunga permanenza in acqua, ma contrasterebbe con l’ipotesi che il cadavere viene dalla foce, poco lontano dal luogo dove è stato trovato. Le correnti potrebbero però averlo portato a incagliarsi in qualche anfratto del fiume.
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Ma il mistero è un altro: al corpo mancano entrambe le mani, dal polso in poi. È ancora presto per dire se gli arti siano stati tagliati prima della morte o se l’uomo li ha persi perché è rimasto impigliato nelle reti o sono state mangiate dai pesci.
A una prima vista il resto del corpo non presenta segni di violenza o di ferite di arma da taglio o da fuoco, ma anche in questo caso è ancora troppo presto per dirlo perché a causa del lungo periodo trascorso in acqua, non è stato possibile effettuare una analisi dettagliata sul corpo altrimenti si sarebbe decomposto. Proprio per questo motivo non è stato facile recuperarlo dall’acqua: gli uomini della guardia costiera hanno dovuto imbragarlo con un telo sotto acqua e portarlo di peso a riva. Nei prossimi giorni sarà effettuata l’autopsia al Verano.