Violenta una 15enne minacciandola con un coltello. Arrestato un 17enne: «Quando bevo non mi controllo più»

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diMassimo Massenzio

«Arancia meccanica» in azione nel Canavese: i carabinieri sgominano una pericolosa baby gang. Il minorenne arrestato ha già un lungo curriculum criminale 

«Ehi scusa, vieni con me che ti devo dire una cosa». Sono più o meno queste le parole usate da Jamal (nome di fantasia) la sera del 24 novembre per attirare in un vicolo buio una ragazzina di soli 15 anni e abusare di lei minacciandola con un coltello. Dopo settimane di disperato silenzio, con l’aiuto dei suoi familiari e delle amiche, la vittima ha trovato il coraggio di denunciare il suo aguzzino, che nel frattempo era stato già fermato per una rapina commessa poche ore dopo la violenza sessuale.

Jamal ha solo 17 anni, ma il suo profilo sembra già quello di un criminale incallito. Dipendenza da droghe e alcol, numerosi precedenti penali, esplosioni di violenza incontrollata contro la madre e contro chiunque si opponga ai suoi progetti. È il capo indiscusso di una baby gang di provincia, che si muove tra Cuorgnè e Rivarolo, con incursioni anche a Torino.
Al termine di un’indagine dei carabinieri, Jamal è stato arrestato assieme al suo «luogotenente», anche lui minorenne, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare. Per altri due complici, entrambi 20enni, il gip di Ivrea ha invece disposto l’obbligo di dimora con divieto di uscita notturna. Ma gli accertamenti a carico del gruppo di giovanissimi criminali, diventati il terrore del Canavese, non sono terminati. 

Finora l’inchiesta ha dimostrato l’estrema pericolosità di una banda «fluida», composta prevalentemente da ragazzi di origine nordafricana che, secondo i carabinieri, erano «capaci di tutto» e «non si fermavano davanti a niente». Negli ultimi mesi hanno messo a segno una violenta rapina nell’appartamento di un quarantenne, pestaggi in strada per pochi spiccioli, aggressioni ai danni degli autisti degli autobus. E hanno perfino calunniato due carabinieri accusandoli falsamente di peculato e falso in atto pubblico.

L’episodio più grave, senza dubbio, riguarda il solo Jamal, che è accusato anche di violenza sessuale aggravata. La sera del 24 novembre ha incontrato alcune ragazze in un centro del Canavese, è riuscito a staccare la sua «preda» dal gruppo e poi ha abusato di lei senza pietà. A interrompere la violenza, consumata, sono state le amiche della ragazzina, all’epoca quindicenne. Hanno finto una telefonata dei genitori e sono riuscite a liberarla. Jamal, per nulla turbato, ha trascorso il resto della serata con gli amici e poi, alle due del mattino, ha aggredito un 16enne che si trovava in compagnia di alcuni amici. «Sei sicuro che non le hai le sigarette?», ha detto Jamal avvicinando il coltello alla gola della vittima, prima di impossessarsi del suo IPhone e andare a bere in un bar.

Jamal, per nulla pentito, ha raccontato agli inquirenti di avere avuto un’infanzia difficile e di fare «un uso smodato» di alcol e stupefacenti che gli farebbero perdere il controllo, inducendolo a fare cose che poi dimentica. Una difesa che non lo ha certo aiutato a evitare il carcere minorile. Secondo il gip, infatti, la sua personalità è estremamente pericolosa: «Fra le mura domestiche ha acquisito un codice violento... che adesso usa per affermarsi nel mondo esterno».

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10 aprile 2024 ( modifica il 10 aprile 2024 | 08:30)

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