Ravenna, ad un anno dall'alluvione apre il suo B&B devastato dal fango alla vigilia dell'inaugurazione

diAlfio Sciacca

Enrico Piano e la sua storia di rinascita un anno dopo. «Si chiamerà villa Matilde, come mia figlia». «Troppi ritardi nei ristori: dopo un anno accettate solo 63 domande e mille persone restano ancora fuori dalle loro case»

Ad un anno dall'alluvione in Emilia Romagna apre il suo B&B devastato dal fango alla vigilia dell'inaugurazione

Villa Matilde un anno fa e nel riquadro com'è oggi

L’inaugurazione del suo B&B era stata programmata un anno fa. Per Enrico Piani e la moglie Francesca Pacella «era il sogno della vita». Spazzato via in poche ore dall’alluvione che, esattamente un anno fa, mise in ginocchio l’Emilia-Romagna. Ma ad un anno di distanza ora il sogno prende forma. Stasera, infatti, Enrico e la moglie inaugureranno il loro B&B, in via dei Granatieri a Fornace Zarattini (Ravenna), una delle zone maggiormente colpite dall'alluvione di un anno fa. Si chiamerà «Villa Matilde», dal nome della loro figlia di 2 anni e mezzo. 

Un segno di ripartenza per tutte le zone alluvionate, che sarà anche una festa, alla presenza del sindaco di Ravenna Michele de Pascale, di autorità regionali e, soprattutto, dei tanti che hanno permesso che si realizzasse. A consentirgli di rimediare ai danni provocati dall’alluvione sono stati infatti non tanto i sostegni dallo Stato, ma gli aiuti di aziende e privati. Come la cucina che è arrivata dell’Ikea o gli elettrodomestici messi a disposizione da Caritas e Lions. Altri contributi sono arrivati da comune, associazioni e singoli privati. «Di contributi pubblici abbiamo ricevuto solo 5 mila euro dalla Regione – racconta Piani- per i resto bisogna prima completare tutte le pratiche e le perizie sui danni».

Enrico e la moglie ricordano ancora quei giorni terribili. «Quando l’acqua ha cominciato ad allagare tutto io e mia moglie eravamo a Ravenna – racconta- quando sono arrivato a casa, l’acqua aveva già invaso tutto ed era risalita per un metro e mezzo. Al pian terreno c’è la nostra abitazione, mentre le stanze del B&B sono al primo piano. È andato distrutto tutto: mobili, arredi, i giocattoli e i ricordi di mia figlia. Eravamo disperati». Enormi i danni e in più un mutuo appena acceso per l’avvio della nuova attività: «Abbiamo avuto danni per 200mila euro e in più un mutuo da 250mila euro». Come se non bastasse la loro vecchia abitazione a Savarna, che contavano di vendere per trasferirsi nella nuova casa con annesso B&B, qualche settimana dopo è stata colpita da un tornado. Danni su danni. Spese su spese. «Per mia moglie è stato uno choc, era disperata, scoraggiata, piangeva in continuazione – ricorda Enrico- io ho fatto il duro per qualche giorno, anche  per tirarla su e non far capire nulla alla bambina, poi dopo qualche giorno sono crollato anche io». 

Ad un anno dall'alluvione in Emilia Romagna apre il suo B&B devastato dal fango alla vigilia dell'inaugurazione

Enrico Piani con la moglie Francesca e la figlia Matilde

Ad un anno di distanza i danni dell’alluvione non sono del tutto cancellati: «ci sono i muri ancora inzuppati d’acqua al 70%. Per ovviare abbiamo dovuto fare dei lavori che consentono la ventilazione delle pareti e in più abbiamo realizzato delle contropareti in cartongesso». Ma nonostante tutti i problemi, Enrico non si è mai perso d’animo. Anzi in quest’anno è anche diventato il coordinatore degli alluvionati di tutta l’Emilia-Romagna ed è costantemente in contatto con la struttura commissariale del generale Figliuolo. 

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Il salotto di casa un anno fa

Una posizione che gli consente di fare anche un bilancio sulla ricostruzione e il ristoro dei danni. «Purtroppo, sono ancora tantissime le famiglie che attendono un aiuto economico. Basti dire che su 90 mila abitazioni danneggiate, sono solo duemila le domande presentate e appena 63 quelle accettate». Com’è possibile? «Il problema non è tanto la struttura commissariale con la quale abbiamo un dialogo costante e proficuo – afferma Piani- l’inghippo sta nella troppa burocrazia. Tanto che chi ha danni di poca entità rinuncia anche a fare richiesta di risarcimento. Mentre chi ha danni più ingenti deve attendere tempi lunghi perché Invitalia ha messo in campo dei controlli troppi fiscali, tipo Agenzia delle entrate. Ma purtroppo ci sono famiglie che non hanno nemmeno le risorse minime per fare dei lavori che consentano di rientrate. Tanto che dopo un anno ci sono ancora mille persone fuori casa».

18 maggio 2024

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