Diffida del sindaco di Sammichele, Lorenzo Netti, al Comune di Turi guidato da Tina Resta, che ha autorizzato la Frallonardo srl a realizzare lo stabilimento. Interrogazione al ministero della Salute del senatore Zullo (FdI)
È bastato che un inquilino si affacciasse dal balcone di casa, a poco più di trecento metri dal confine dell’opificio, per vedere quello che nessuno avrebbe mai potuto immaginare: l’avvio di un bitumificio a ridosso delle abitazioni e nel cuore di una zona agricola infarcita di ciliegie ferrovia, vino e olio biologico. Dove è presente anche un’area naturalistica zeppa di masserie e agriturismi a ridosso della lama San Giorgio. Succede a Sammichele di Bari, comune di seimila abitanti noto per la tradizionale zampina (preparato di carne) e per il turismo enogastronomico. Non una casualità, ma una scelta ben precisa che ha portato la comunità a inserirsi nei percorsi più conosciuti della ristorazione e delle sagre.
L'indignazione del sindaco Netti
«Ma quello che è successo a dicembre scorso - afferma infuriato Lorenzo Netti, sindaco di Sammichele di Bari - ha dell’assurdo: abbiamo scoperto dell’avvio del bitumificio da un cittadino che vive a pochi metri dall’impianto. Ha visto il montaggio dei macchinari; una torre di diversi metri d’altezza e ci ha chiesto spiegazioni». A quel punto è partita la caccia. E dopo qualche tempo il rebus è stato risolto: a dare il via libera alla realizzazione dell’opera, infatti, è stato il Comune di Turi (guidato da Tina Resta) il cui territorio si estende fino alle porte di Sammichele di Bari. Anzi la strada interessata è a metà tra le due amministrazioni. Nessun avviso e nessuna informazione di buon vicinato, ma la decisione arrivata sui cittadini come un bulldozer. «Parliamo di una struttura - prosegue Netti - che fa parte del centro cittadino. Le case sono a meno di cento metri e poco più distanti ci sono le scuole, la sede dell’Asl e gli impianti sportivi. Nessuno ci ha informato e ho protestato vivamente con la sindaca di Turi perché sul tema della salute non si può scherzare».
La diffida al Comune di Turi
La cava, da trasformare in bitumificio, fa capo alla Frallonardo srl con sede a Castellana Grotte. Ha presentato domanda per il permesso di costruire nel 2020, finalizzata alla «sistemazione dell’area esterna dello stabilimento di frantumazione pietre e produzione di conglomerato edilizio». E successivamente, nel 2023, sempre il Comune di Turi ha rilasciato il Pua (provvedimento autorizzativo unico) per l’impianto di conglomerato bituminoso. Nel mezzo una conferenza di servizi alla quale l’Asl di Bari non si è presentata. «Abbiamo diffidato il sindaco del Comune di Turi quale autorità sanitaria locale - continua Netti - a esprimersi sulle valutazioni ambientali e a disporre la verifica di legittimità dei permessi rilasciati». Stessa diffida è stata recapitata agli uffici della Frallonardo perché l’investimento è «potenzialmente lesivo della pubblica incolumità».
Tra l’altro la lettera di diffida mette in evidenza la pericolosità ambientale: «Si evidenzia che l’impianto in discussione è classificato alla stregua di “industria insalubre di prima classe” secondo il dm del 1994 sia perché tratta materiali come conglomerati bituminosi, sia perché effettua macinazione e frantumazione di minerali e rocce».
«Si resta in attesa di immediato riscontro - conclude la diffida del Comune di Sammichele di Bari - avvertendo che in difetto saranno avviate, nelle competenti sedi, le pertinenti iniziative per l’accertamento di ogni responsabilità, anche di carattere personale».
L'interrogazione al ministero della Sanità
La vicenda rischia di produrre conseguenze ben peggiori. Tanto che il senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo, ha presentato un’interrogazione al ministero della Sanità. «Certo, era inevitabile - commenta Zullo - perché c’è di mezzo la salute delle persone. Abbiamo chiesto di verificare la situazione e siamo in attesa di una risposta». Zullo, medico che ha ricoperto il ruolo di ufficiale sanitario, ha un suo parere: «Il testo unico è abbastanza chiaro e impone, per quelle attività di industria insalubre di prima classe, l’autorizzazione sanitaria. Ma ripeto: il ministero farà le sue valutazioni».
Nel frattempo resta un dato sconcertante: può un ufficio tecnico o uno sportello comunale rilasciare un’autorizzazione di tale portata senza informare gli abitanti? Turi, certo, è distante otto chilometri dall’impianto, mentre i residenti ogni giorno avranno il “piacere di godersi” l’affaccio.
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