Il capo delle guide della Valle d’Aosta: «Sulla neve non esiste il rischio zero, in dieci anni il clima è cambiato completamente»

di Agostino Gramigna

Enzo Merler: �Studiare il bollettino valanghe � indispensabile, ma ci sono sempre pi� incognite. Anche oggi noi abbiamo difficolt� ad adeguarci alla montagna�

Il capo delle guide della Valle d’Aosta: «Sulla neve non esiste il rischio zero, in dieci anni il clima è cambiato completamente»

In montagna si continua a morire. Colti dal maltempo, cinque alpinisti hanno perso la vita a Zermatt, sulle Alpi svizzere, mentre si stavano allenando per la �Patrouille des glaciers�, una gara di scialpinismo in programma ad aprile. A distanza di poco tempo, ma pi� a sud, nell’entroterra di Imperia, un altro scialpinista � stato ucciso da una slavina durante un’escursione. Commentando l’incidente, il presidente della Liguria, Giovanni Toti, ha esplicitamente parlato di imprudenza: �Occorre dire che andare a 1.800 metri di altitudine con un’allerta arancione per valanghe, che era stata prudentemente emessa dal sistema di previsioni del tempo e di protezione civile, sarebbe da evitare�. Imperizia? Superficialit� nell’approccio con la montagna? E se cos� fosse, c’� al contrario un modo corretto di affrontare le escursioni in tempi di mutamenti climatici? Ne parliamo con chi conosce molto bene la materia. Enzo Marlier, grande esperto di montagna, � il capo Guide Alpine della Valle d’Aosta.

Partiamo dalla cronaca di questi giorni. Cosa � andato storto o cosa non ha funzionato?
�Non entro nel merito dei due casi. Bisognerebbe capire con precisione cosa � successo. E non dispongo di tutti gli elementi. Posso solo dire che la stragrande maggioranza di chi va in montagna � prudente: non si esce al mattino per andarsi a suicidare. Partiamo da un punto, essenziale. Sulla neve non esiste il rischio zero�.

Non esiste rischio zero ma ci sono i bollettini per valutare il rischio maltempo.
�Basilare. Il bollettino valanghe deve esser consultato. � imprescindibile per fare qualsiasi attivit�.

Il bollettino misura cinque gradi di rischio.
�Da 1 A 5. Ma va valutato e interpretato bene. Con 5, il massimo, non si possono fare attivit�. Con 4, il rischio � serio ma non significa che non si possa fare nulla�.

Cosa si pu� fare?
�Attivit� vicino alle piste da sci, in mezzo ai boschi, dove tutto � piu tranquillo. Non porterei un gruppo in un pendio aperto.

Con gli altri livelli?
�Sotto il rischio 4, pi� si scende pi� aumentano le possibilit�.

Faccia un esempio di come organizza la giornata.
Noi professionisti appena ci alziamo ci confrontiamo tra di noi sulla base dei dati a disposizione. Poi sentiamo i nostri colleghi del posto che hanno una sensibilit� locale pi� marcata, diretta. Alla fine, decidiamo �.

E accompagnate le persone.
�Ma se qualcun altro mi chiama per un consiglio io lo metto al corrente del nostro piano e quali sono gli strumenti da leggere�.

Sono molte le persone imprudenti, che non leggono e che non s’informano?
�Dopo il Covid c’� stata un’ esplosione del turismo in montagna: dal sentiero semplice allo sci alpinismo. Forse dettata dal bisogno di stare all’aria aperta. Ne consegue che quando si muove la massa si muove di tutto. Mettiamola cos�: c’� chi � pi� acculturato e chi meno�.

Quindi c’� chi parte senza consultare i vari bollettini meteo e valutare adeguatamente il rischio?
�Per la mia esperienza posso dire che la stragrande maggioranza � informata a sufficienza. Consulta i siti, valuta attentamente i rischi.
Poi c’� l’evento straordinario, non preventivabile. L’incidente mortale. Ma le garantisco che le persone che salgono in cima non sono pazzi imprudenti. Non vanno a sfidare la morte�.

In che misura l’imprevedibilit� � accentuata dai cambiamenti climatici?
�Molto. Le prime guide alpine in Valle d’Aosta fanno data 1793. Lo ricordo per dire che in questi oltre 200 anni ci sono stati molti cambiamenti con la conseguenza che le guide alpine hanno dovuto adeguarsi. Per� non c’� dubbio che negli ultimi 10 anni il cambiamento � repentino, veloce, rapidissimo. Anche noi guide abbiamo qualche difficolt� nell’adeguarci alla natura�.

Avete rimediato?
�Miglioriamo la formazione e l’addestramento. Abbiamo un nuovo modulo dedicato proprio ai mutamenti del clima. Ci avvaliamo del supporto di geologi e glaciologi che ci riforniscono di dati scientifici e informazioni�.

Eventi naturali estremi. A volte imprevedibili. Ci sono attivit� che presentono pi� o meno pericoli? Per esempio: il freeride � pi� rischioso dello sci alpinismo?
Tutto pu� essere pericoloso. Sulla neve non c’� una graduatoria. Spesso si pensa che nell’escursionismo non ci sia pericolo, mi riferisco a quelli che vanno nei sentieri. Invece stando alle statistiche troviamo un enorme numero di soccorsi per i ciaspolari. La neve non riconosce se sei un principiante o fuoriclasse delle piste. � democratica. Esistono contromosse. L’informazione e la legge�.

La legge?
�Oltre ai bollettini occorre sempre portare con s� determinati strumenti. Uno di questi � l’artva, che serve a localizzare persone travolte da una valanga. Deve stare sempre nello zaino. Ma occorre saperlo usare altrimenti non serve a niente�.

Che idea si � fatto della sciagura sulle Alpi Svizzere? Anche l� il maltempo ha giocato un ruolo decisivo.
�Il luogo � a meno di 100 chilometri da dove sono. Ma non ho elementi a sufficienza per fare un’analisi. Posso dire che quando ci si muove in altura devo prefiggermi un obiettivo e il tempo che metter� per raggiungerlo. E mi vesto in base a quello che devo fare�.

Pare che le vittime colte dal maltempo fossero vestite in modo leggero.
�In montagna il tempo pu� mutare repentinamente senza preavviso. Quanto all’abbigliamento, non c’� quello standard valido pe tutte le situazioni. Ognuno sceglie in base alle esigenze�.

La guida alpina non consiglia?
�Sulle gare ci sono i comitati organizzatori che pongono delle regole. Per il resto noi guide suggeriamo ai clienti come vestirsi ma dipende da che cosa si va a fare, dalla tipologia, se si resta fuori un giorno o una settimana. Pi� roba si porta nello zaino pi� aumento il peso. L’importante � imparare a capire dove si sta andando�.

In caso di criticit�, chi decide la chiusura di una valle?
�Qui da noi ogni valle ha una commissione valanghe che in base agli eventi e alle criticit� stabilite dalla Protezione Civile si riunisce e fornisce i dati al sindaco della localit�. Che in ultima analisi prende la decisione�.


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11 marzo 2024 (modifica il 11 marzo 2024 | 16:24)

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