Sanremo, ‘Stop genocidio’ di Ghali diventa un caso. L’ambasciatore israeliano: “Palco sfruttato per diffondere odio”

L’appello ‘Stop al genocidio’ di Ghali dal teatro Ariston di Sanremo diventa un caso. "Ritengo vergognoso che il palco del Festival sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile – scrive su X l'ambasciatore israeliano a Roma, Alon Bar – Nella strage del 7 ottobre, tra le 1200 vittime, c'erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival. Altri 40 di loro, sono stati rapiti e si trovano ancora nelle mani dei terroristi. Il Festival di Sanremo avrebbe potuto esprimere loro solidarietà. È un peccato che questo non sia accaduto".

Dopo aver cantato "Casa mia" e salutato la mamma in platea, il rapper quarto classificato ha dialogato sul palco dell'Ariston con il pupazzo-alieno Rich Cholino per poi lanciare il suo appello sulla guerra in Medio Oriente: "Stop al genocidio". Per la presidente delle Comunità ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, "se la musica e il festival, per la sua rilevanza, è lo spazio per la libertà di esprimere pensieri di amore, di dolore, di gioia, di denunce sociali e contestazioni politiche, dispiace che questo palco non sia stato l'occasione per lanciare parimenti, un appello per il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas, lasciando all'unilateralità la legittimazione alla distorsione, con uso di termini che ancora una volta offendono la storia del nostro Paese e dell'Europa tutta commenta De segni all'Ansa, sui messaggi pro Palestina di alcuni cantanti dal palco di Sanremo – La vincitrice Angelina, assieme ai vincitori degli altri paesi e di Israele, saranno all'Eurovision: auspico che almeno lì non si verifichi alcun episodio di distorsione e boicottaggio. Da qui all'Eurovision mi appello a ricordare ogni giorno i 136 ostaggi, anche loro hanno diritto alla loro musica e di tornare alla loro casa", ha concluso.

La politica si divide. La Rai, per il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, deve chiedere "scusa ed esprimere solidarietà al popolo di Israele. Mi rattrista leggere il 'tweet' dell'ambasciatore israeliano in Italia, Alon Bar” che ha denunciato con forza le espressioni di alcuni cantanti al Festival. "Ho 'girato' il suo 'tweet' ai vertici Rai. Oggi ci saranno speciali e approfondimenti: la Rai – ha invitato Gasparri in un podcast di Agi - può chiedere scusa ed esprimere solidarietà al popolo di Israele massacrato il 7 ottobre. La Rai si scusi perché alcuni hanno dato sfogo a una propaganda sbagliata".

Condivide l’appello di Ghali invece Nicola Fratoianni “per il coraggio e la verità”, scrive su X il segretario nazionale di Sinistra Italiana e parlamentare di Avs.

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