Colico – Le gite sui sentieri della val d’Aosta con la famiglia, il campus estivo con gli amici della Banda alla casa alberghiera di Casargo e le escursioni sul Monte Giumello «di cui era entusiasta», il sacco a pelo preso da un armadio di casa prima di sparire e le ultime ricerche sul web su «come sopravvivere nei boschi». A Edoardo Galli piacciono i boschi e le montagne – gli amici dicono che fosse affascinato dal Monte Legnone, la vetta più alta della zona, 2.610 metri - e quelli dell’Alta Valsassina li conosce e li ha frequentati. Ed è sulla base di questi «indizi» che il soccorso alpino e i vigili del fuoco stanno concentrando qui, tra l’Alpe di Paglio e il Monte Giumello le ricerche del (quasi) diciassettenne di Colico, Lecco, scomparso da giovedì scorso. Finora, però, del liceale non c’è nessuna traccia.
L'appello dei genitori del 17enne Edoardo Galli: "Dovunque tu sia, torna cucciolo, ti aspettiamo"
«È praticamente un fantasma» dice con angoscia il padre, Alessandro Galli, sulla soglia della villetta di Colico a fianco della moglie Natalia Antonova. Ogni giorno la famiglia rinnova l’appello al suo secondogenito, «Torna cucciolo, qualsiasi cosa sia successa, torna». Ma finora di tracce concrete su di lui non ne sono state trovate, e l’ansia cresce.
L’ultimo dato certo su Edoardo è che giovedì mattina, come sempre, ha preso il treno da Colico per Morbegno, in Valtellina, dove frequenta il liceo scientifico Nervi Ferrari. Zaino in spalla, la cartelletta da disegno in mano, «aveva un librone molto grosso» dice la madre. Ma dalla stazione ferroviaria poi non ha preso la strada verso la scuola: è salito su un altro treno, diretto a Milano. I carabinieri del comando provinciale di Lecco hanno rintracciato un’immagine delle telecamere di bordo di quel treno che lo riprendono seduto, mischiato tra altri passeggeri.
Da quel momento del minorenne, 17 anni da compiere il prossimo mese, si perdono le tracce, in quel momento il suo telefono si spegne e non si riaccenderà più. Due escursionisti hanno segnalato di aver visto un ragazzo da solo, seduto, sul Monte Suchella nella Bergamasca. «Sono rimasti colpiti da lui, dai suoi occhiali che sostengono fossero uguali a quelli visti nelle foto diramate» raccontano fonti attendibili che hanno parlato con loro. Gli investigatori hanno preso in considerazione la segnalazione, ritenuta «degna di attenzione» ma dopo gli accertamenti, vista la distanza e la scarsa connessione tra la zona di Morbegno e il Monte Suchella, è trattata come un’ipotesi poco probabile.
Al momento, ogni ipotesi è comunque possibile. Sassofonista, una grande dote per la musica, Edoardo è uscito di casa con un giubbino di jeans, un pile e scarpe da tennis. E il sacco a pelo. Un equipaggiamento non sufficiente, in questi giorni ancora freddi, per qualcuno che intende avventurarsi sui sentieri della zona, battuti dai ricercatori anche con l’aiuto di droni, così come le case abbandonate le seconde case della zona dove avrebbe potuto cercare rifugio.
Da quanto dice la famiglia, Edoardo non aveva particolari vizi. “Edoardo è un bravo ragazzo, molto bravo a scuola - dice il padre - è uscito con la lode alle medie, ha sempre preso voti altissimi, negli ultimi tempi aveva preso qualche voto sotto le sue aspettative e può darsi che questo gli abbia provocato un certo stress. Continuava a dirci: “Devo studiare molto”. E lo faceva». Potrebbe anche aver deciso di allontanarsi per mettersi alla prova, forse a Milano, che sa girare perché c’è stato spesso con la famiglia, o in una grande città. «Ai compagni di scuola ha raccontato di aver voglia di un viaggio riflessivo o di un’esperienza che per lui fosse una sfida» racconta chi lo conosce. Edoardo ha portato con sè anche i due passaporti, italiano e russo (la madre è di origini russe, da anni in Italia). Un dettaglio che aveva fatto ipotizzare un suo possibile allontanamento all’estero, verso Est, verso la Russia che voleva prima o poi diceva di voler visitare, dove tutti i parenti sono stati chiamati senza esito. Ma al momento è una pista ritenuta poco probabile. Pochi soldi (non ha la carta di credito), minorenne, comunque inesperto nonostante la sua intelligenza da tanti sottolineata, un animo «pacifista» come viene descritto dai suoi famigliari. Oppure c’è anche un altro timore del padre, più legato ai social “che usava e che ancora non abbiamo potuto controllare: qualcuno potrebbe averlo agganciato e convinto a fare qualcosa, è comunque ancora un ragazzino”.