Con il voto favorevole definitivo da parte del Senato il ddl Capitali è diventato legge. L'approvazione è avvenuta con 80 voti favorevoli, 47 astenuti (le opposizioni) e nessun contrario. Il testo era alla terza lettura dopo l'approvazione della Camera del 6 febbraio, con un aggiornamento sulla copertura dal 2023 al 2024 che ha costretto il ritorno a Palazzo Madama.
Il ddl Capitali, ora diventato di fatto «legge Capitali» mira, secondo il governo, a rendere più attraente il mercato finanziario italiano per gli investitori italiani e stranieri, favorire la quotazione delle Pmi e introdurre l'educazione finanziaria nelle scuole, oltre a fare rientrare alcuni gruppi e marchi italiani che hanno trasferito la loro sede all'estero alla ricerca di regole meno invasive, oneri di quotazione più contenuti e regole di governance più snelle. Viene attribuita poi una delega all'esecutivo per riformare e aggiornare il Tuf, il Testo unico della Finanza.
Il ddl Capitali diventa legge, dal voto maggiorato all’educazione finanziaria nelle scuole: cosa prevede
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