A che punto è la grande malattia della democrazia americana? Ieri sera, per certi aspetti abbiamo assistito a un episodio fausto, felice per la democrazia, perché un tribunale ha espresso un verdetto di condanna su un uomo potentissimo, l'ex presidente degli Stati Uniti non era mai accaduto e quindi una giustizia imparziale che non guarda in faccia a nessuno, non si fa intimorire dai potenti è un segnale di grande salute, di una democrazia. D'altra parte Trump, uscendo dal tribunale di New York, ha detto che quel processo è una farsa e lo giudicheranno anzi lo assolveranno gli elettori. Così dicendo ha affermato una cosa che è profondamente antidemocratica perché in una Repubblica ci sono delle leggi che vanno applicate comunque a prescindere dalla volontà popolare e ci sono dei magistrati che sono indipendenti o almeno dovrebbero esserlo.
Quindi è stato, da quel punto di vista, un altro episodio che ha rivelato la cultura profondamente antidemocratica di Trump, ma al tempo stesso questa America rimane malata di intolleranza reciproca, di faziosità. La metà democratica è convinta che Trump sia un criminale che va abbattuto, tolto di mezzo con qualsiasi espediente. Anche un processo molto discutibile che diversi giuristi progressisti di sinistra avevano giudicato il meno serio di tutti i processi contro Trump.
Purtroppo è l'unico che si tiene prima di queste elezioni. Forse sarebbe stato più sano per la democrazia se Trump fosse stato chiamato a rispondere, per esempio, delle sue responsabilità penali per l'insurrezione del 6 gennaio 2021, l'assalto al Campidoglio.
Ma gli stessi democratici a loro volta, tradiscono degli impulsi poco democratici quando cercano con ogni mezzo di impedire che gli elettori si possano pronunciare e cercano di far fuori Trump dalla contesa elettorale con mezzi giudiziari.
Stanno cercando anche di cancellare un altro candidato, Robert Kennedy junior, che viene dalle file del Partito democratico. Hanno cercato di impedire che il suo nome appaia sulle schede elettorali perché hanno paura di perdere voti anche su quel fronte. Quindi in realtà anche a modo loro, non credono veramente nella democrazia, pensano che la democrazia vada guidata, che il popolo abbia tendenza a sbagliare, che solo certe élite illuminate sanno qual è il bene della nazione.
Ecco quindi la democrazia americana è ancora profondamente malata perché ciascuna delle due parti delle due grandi tribù in cui si divide l'America tende a cercare l'annientamento dell'altra parte, non un dialogo, una comprensione, un compromesso. La strada verso la convalescenza e la guarigione è ancora molto lunga.
La malattia dell’America. La condanna di Trump e lo stato della democrazia | Corriere TV
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