Il primo a lanciare l’idea di un sistema di difesa in orbita fu il presidente americano negli anni Ottanta, ma il suo progetto fu presto abbandonato. Ora Cina e Russia hanno satelliti kamikaze
La copertina di �Time� del 4 aprile 1983, dedicata alle �Guerre stellari� di Reagan
NEW YORK — Pi� di quarant’anni fa, il 23 marzo del 1983, Ronald Reagan stup� l’America e il mondo annunciando un piano per la conquista dell’assoluta supremazia militare Usa dello spazio. Obiettivo: la creazione di un complesso sistema di armi orbitanti sulle nostre teste — satelliti armati, cannoni laser, missili antimissile e altro — capaci di neutralizzare qualunque attacco nucleare sulla Terra.
La Strategic Defense Initiative (Sdi) del presidente repubblicano, definita dal governo Usa uno �scudo spaziale�, venne subito ribattezzata da tutti Star Wars, �guerre stellari�: inevitabile, visto che si era nel pieno di quella saga cinematografica. Per di pi� qualche anno prima Star Trek aveva portato sugli schermi scenari non molto diversi da quelli immaginati da Reagan. E adesso era lo stesso presidente-attore a cercare la suggestione del grande schermo nell’annuncio del suo piano: rifiutando la logica dell’�equilibrio del terrore�, Reagan definiva la dottrina della �certezza della mutua distruzione� un �patto suicida�. Da lui sostituito con un piano che doveva dare all’America la certezza di poter neutralizzare qualunque attacco russo.
Insensibile alle proteste dell’allora Unione Sovietica che sarebbe rimasta priva di difese, il presidente sentenzi�: �Manterremo la pace con la forza: la debolezza � un invito all’aggressione�. Poi la conclusione cinematografica: �Offriremo una nuova speranza (a new hope) ai nostri figli fin dentro il Ventunesimo secolo�. A New Hope era il sottotitolo del primo film di Star Wars, uscito qualche anno prima.
Grandi progetti, grandi investimenti, fiumi di miliardi di dollari, ricerche nei laboratori di ogni angolo d’America e una complessa organizzazione militare affidata al generale Abrahamson: quattro anni dopo, nel 1987, la Societ� Americana di Fisica sentenzi� che realizzare il piano di Reagan era impossibile perch� era basato su una tecnologia che ancora non esisteva. Per metterla a punto sarebbero stati necessari ancora alcuni decenni.
Il piano Reagan, che mirava a distruggere le atomiche sovietiche sul terreno, escludeva di dotare i suoi mezzi spaziali di armi nucleari, come sembra voler fare ora il Cremlino. Questo perch� pochi anni prima, nel 1967, Stati Uniti e Urss avevano firmato l’�Outer Space Treaty�: un trattato di non proliferazione nucleare nello spazio.
Quel trattato � ancora in vigore ma non stupisce che il Cremlino possa aver concepito un piano che lo ignora: Putin ha gi� denunciato vari trattati di non proliferazione nucleare e potrebbe ritirare la Russia anche da quello spaziale.
Dieci anni dopo l’annuncio di Reagan, nel 1993, Bill Clinton, successore democratico alla Casa Bianca, pose fine senza troppo clamore alla dispendiosa e inutile avventura della Sdi.
Quaranta anni dopo del sogno della supremazia militare stellare di Reagan � rimasto ben poco: l’America ha gi� avuto il brusco risveglio dei grandi progressi della Cina nel campo dell’elettronica militare, anche nel cosmo. Mosca e Pechino hanno lavorato alacremente per costruire satelliti robot capaci di interferire, in orbita, coi satelliti avversari, e anche di attaccarli. Le tre potenze spaziali — Usa, Cina e Russia — hanno dimostrato di poter distruggere satelliti coi loro missili e Mosca lo ha fatto anche con satelliti kamikaze che, peraltro, esplodendo disperdono pericolosi sciami di detriti nel cosmo.
Da qualche anno il Pentagono ha reagito affiancando alle armi tradizionali, Esercito, Marina e Air Force, una Space Force. E nel 2019, con Trump alla Casa Bianca, una legge per il rilancio degli investimenti per la difesa ha creato la Space Development Agency: tentativo di rilanciare la conquista militare dello spazio grazie alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale che potrebbe dare consistenza al vecchio sogno di Reagan.
Scenari ovviamente angosciosi e anche difficili da comprendere. Non � chiaro, infatti, come verrebbe combattuta una �guerra fra satelliti�, soprattutto quella nucleare degli ordigni russi: ai tempi delle star wars di Reagan intorno alla Terra ruotavano solo 360 satelliti. Oggi tra osservazione, spionaggio, telecomunicazione, guida Gps e altro, secondo l’Onu ci sono in orbita circa diecimila satelliti. E quelli di comunicazione della Starlink di Elon Musk (attualmente 5.500 ma cresceranno) sono poco pi� grossi di una scatola di scarpe.
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15 febbraio 2024 (modifica il 15 febbraio 2024 | 09:35)
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