Toro, c’è il Bologna da battere. Juric recupera Linetty e punta su Sanabria e Zapata

Un altro mattoncino. Difficile pensare all’Europa ad un terzo del campionato, più giusto parlare di sfida tra squadre che sognano, quella tra Bologna e Torino in programma domani sera al Dall’Ara. La squadra di Thiago Motta ci arriva dopo la sconfitta di Firenze, ma lo stop del campionato può averla aiutata a metabolizzarla. Quella di Ivan Juric sull’onda di 7 punti nelle ultime 3 giornate e la netta sensazione che il Torino sia vicino alla svolta. La tappa di Bologna dirà fino a che punto. «E’ un campionato molto difficile, anche le neopromosse sono insidiose, ci sono tante squadre vicine - mette le mani avanti Juric -. Le mie sensazioni però sono positive, vedo le cose giuste. Ma dobbiamo essere ancora più cinici e più determinati. Cerchiamo di vincere a Bologna. Sono convinto che la mia squadra possa competere».

E’ un Torino in crescita, ma che deve confermarla questa crescita. Potrà farlo in trasferta, un campo che l’anno scorso ha dato molte soddisfazioni e anche quest’anno si sta dimostrando un terreno amico per i granata. «Per me è più un caso - dice Juric -, ma è vero che già da un po’ ci esprimiamo bene. L’unico neo, non aver vinto a Monza. Abbiamo avuto tante occasioni. Dovevamo essere più incisivo davanti». Si vince segnando e il Toro può fare molto di più in zona gol. Zapata e Sanabria sono i fattori che possono stapparlo. «Se aumentiamo il numero di gol in avanti, sarà molto interessante - ancora Juric -. Sanabria lo vedo molto contento e felice, con il sorriso. Insieme a Duvan fa un gioco completamente diverso, ma mi sembra si trovi bene. E’ tornato bene. Mi aspetto una grande prestazione. Come per Zapata. Gli manca solo quello».

Juric non risolve il dubbio Tameze, ma recupera Linetty e la settimana prossima avrà anche Ricci. «Zima sta bene, dobbiamo ancora decidere - mette le mani avanti l’allenatore -, ma siamo molto soddisfatti di come Tameze sta interpretando il ruolo. Buongiorno? Siamo orgogliosi di lui. E’ il classico esempio di cosa deve fare un giovane. All’inizio ha giocato poco, però gli dai gli strumenti per migliorare e lui li prende. Grazie al lavoro è arrivato, ha giocato la partita più importante per l’Italia degli ultimi tempi. Ma che bravo anche Spalletti a crederci».