E qui viene il bello, bello si fa per dire. «Il medico va nella farmacia dell’ospedale a prendere le stecche, ma scopre che non ce ne è più neppure una. – racconta il ragazzo–. Io stavo sempre peggio e il piede andava assolutamente immobilizzato. Il personale non sapeva davvero come fare, fin quando uno ha avuto l’idea di usare del cartone accatastato vicino ai rifiuti speciali». Dieci minuti e l’ingessatura casalinga era fatta. Il ragazzo viene anche medicato e dimesso – è il padre ad accompagnarlo nell’andirivieni tra ospedali della provincia – con l’invito a farsi vedere il lunedì dall’ortopedico.
Elia torna a casa e resta immobile col piede steccato artigianalmente per tutta la domenica, ma il cartone a fine serata cede e i dolori tornano. «A quel punto abbiamo chiamato una dottoressa amica di famiglia che mi ha messo in contatto con l’associazione della Misericordia. – ricorda - Sono stati loro a procurarmi delle stecche vere e, come in un film, in videochiamata col medico che gli dava istruzioni, il responsabile dell’associazione mi ha ingessato». L’avventura di Elia termina lunedì quando, sempre accompagnato dal padre, si guarda bene dal tornare in ospedale e va a Messina in un centro privato dove per 200 euro lo visitano e lo steccano.
«Tornato a casa ho ricevuto la chiamata del presidente della Regione Sicilia Renato Schifani – racconta -. Pensavo fosse uno scherzo e gli ho chiuso il telefono in faccia, poi mi ha richiamato mio padre per dirmi che era scoppiato un putiferio in ospedale. A quel punto ho cercato il presidente che si è scusato a nome della Regione dicendomi che avrebbero provveduto a tutto. Solo che io avevo già risolto nel privato». Elia non ce l’ha con i medici: «Fanno quel che possono, ma non hanno risorse – dice –. Il problema è che se al mio posto ci fosse stato un anziano, magari col femore rotto, forse ora piangeremo un morto».
Sul caso, presto diventato politico, Schifani e l’assessore alla Salute della Regione siciliana Giovanna Volo annunciano di voler andare a fondo. Intanto, con l’invio degli ispettori all’ospedale di Patti.
Ospedale di Patti, si rompe la caviglia ma il gesso è finito: usano il cartone e lo dimettono. Schifani: mando gli ispettori
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