La bellezza di ammirare il passaggio sullo Stretta di Messina e i pericoli per la fauna selvatica. Le iscrizioni al 41esimo Campo per la protezione e lo studio dei rapaci
(foto di Rocco Papandrea)
A fine mese, non appena chiuder� la caccia, al Centro di recupero della fauna selvatica di Messina sar� liberato un esemplare di Aquila minore. � stato ricoverato in fin di vita lo scorso autunno, ferito durante il viaggio di ritorno in Africa, dove questa specie selvatica come moltissime altre trascorre l’inverno. � solo uno dei molti animali (la foto � di Rocco Papandrea) – allocchi, barbagianni e ricci in quantit� - soccorsi e salvati dai volontari. Vittime non solo del bracconaggio ma anche degli incendi che, ci ricorda Anna Giordano, fondatrice della Associazione Mediterranea per la natura che per conto del Dipartimento sviluppo rurale della Sicilia gestisce il Centro di recupero, �lo scorso anno hanno devastato tutta la nostra regione: e anche qui c’� sempre la mano dell’uomo perch� quando c’� vento � sempre l’uomo che d� l’innesco a un rogo�.
Tra pochi mesi si ripeter� poi lo spettacolo di sempre: migliaia di selvatici riempiranno i cieli, volteggeranno maestosi sullo Stretto di Messina - nel gergo degli ornitologi si definisce �bottleneck�, cio� �collo di bottiglia�, passaggio obbligato per gli uccelli migratori - e sulle altre isole circumsiciliane. Combatteranno contro le raffiche di vento e contro, ancora una volta, i bracconieri, nello sforzo necessario per raggiungere (e superare) le alture del vicino Aspromonte. Ma, di nuovo, da aprile centinaia di volontari saranno l�, in cima ai Monti Peloritani, accampati con i loro binocoli, a contare i volatili che compiono questa tappa cruciale della migrazione primaverile che li porter� nel nostro Paese dove si riprodurranno.
Le iscrizioni al 41esimo Campo per la protezione e lo studio dei rapaci sono gi� aperte. Con la speranza di superare nuovi record. Anna Giordano ci racconta che lo scorso anno �abbiamo contato 48.404 migratori, una parte soltanto di ci� che sorvola lo Stretto, perch� il fronte migratorio � decisamente molto pi� ampio�. Sparvieri, cicogne bianche, poiane e pi� numerosi tra tutti i falchi pecchiaioli o, come li chiamano in Calabria, �Adorni�. �Per ogni animale ucciso durante questa migrazione, l’anno dopo se ne conteranno 4 in meno�, aggiunge Giordano, felice del supporto garantito dal comandante della Polizia provinciale Giovanni Giardina che, come anche uomini e donne del gruppo della Soarda (Sezione operativa antibracconaggio e reati in danno degli animali) dei Carabinieri forestali e i forestali regionali, con i suoi uomini ha messo in moto una macchina antibracconaggio esemplare e lo scorso autunno ha sequestrato richiami e reti senza interruzioni. Rispetto al 1984, quando lei diede vita al primo Campo antibracconaggio �oggi qui � un Paradiso – conclude - ma non possiamo fermarci�.
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8 gennaio 2024 (modifica il 9 gennaio 2024 | 07:06)
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