Il marito

Ogni Paese ha i Ferragnez che si merita. L’argomento di conversazione degli inglesi � l’intervista in cui il primo ministro Rishi Sunak, sotto lo sguardo consenziente della moglie Akshata Murthy, rivela di interrompere le riunioni governative al numero 10 di Downing Street per salire al piano di sopra a rifare i letti e caricare la lavastoviglie.

Riesce difficile immaginare che il leader di una grande nazione e un’ereditiera con 700 milioni di sterline nel portafogli non possano permettersi aiuti nelle faccende domestiche, ma se il primo ministro voleva travestirsi da ometto di casa per compiacere l’elettorato femminile alla vigilia dell’Otto marzo, ha rovinato tutto quando ha aggiunto di occuparsi di letti e lavastoviglie per rimediare al disordine �irritante� con cui li gestisce la moglie. Si tratta di affermazioni di inaudita gravit�. Rischiano di far passare l’idea che certi mariti, le rare volte in cui danno una mano, si permettono anche di farlo pesare, criticando e correggendo l’operato altrui.

Sarebbe come se il sottoscritto, quando va in bagno e trova il lavabo ingombro di flaconi e tubetti, non si limitasse a rimetterli a posto, ma si precipitasse a ricordare alla moglie la differenza che passa tra un lavandino e un comodino. Che � esattamente quello che faccio, accidenti alla mia petulanza, ma almeno non me ne vanto in mondovisione e, se mi viene chiesto di caricare la lavastoviglie, mi limito a gridare all’elettrodomestico: �Dai, credici, ce la puoi fare!�.
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