Trento - Dice: �La velocit� non conta, � poco pi� di una gita tra amici in posti magnifici�. Poi Alberto Scuro ti consegna le chiavi della sua Porsche 911 S del 1971 e precisa: �� preparata da gara, ha fatto il rally di Montecarlo, per muoverla in prima occorre tenere alti i giri, sai ha 210 cavalli...�. Scuro � il presidente di Asi (Automotoclub storico italiano) e quindi l’organizzatore di questa presunta gita che si trasformer� in un continuo sfidare i propri limiti di automobilista, al volante di una macchina che di elettronico non ha nulla. Zero. Ma � di una eleganza indescrivibile, pari solo alla cattiveria del motore che la spinge.
Bagno di folla
Siamo sulla piazza principale di Trento, circondati da altre 74 magnifiche signore su quattro ruote: Ferrari Dino, Alfa Romeo, Bugatti, Lancia, Mercedes, Triumph... Tirate a lucido e coccolate come bambini da collezionisti di et� variabile, anche se le teste bianche sembrano decisamente essere la maggioranza. La gente � scesa in strada, si avvicina, scatta foto, sfiora le auto con rispetto, magari pensando siano fragili, come di porcellana. Macch�, queste vetture hanno le spalle larghe, macinano asfalto da una vita e sono pronte per la prima tappa del nostro itinerario (in totale saranno 500 chilometri) fino a Canazei, in val di Fassa.
Ritorno al passato
Non c’� il telecomando, per salire sulla �nostra� Porsche dobbiamo infilare la chiave nella serratura e un’altra chiave occorre per metterla in moto. Il benvenuto del motore alla prima accelerata mette i brividi. Si parte? Si parte. Dimenticatevi Google Maps o qualsiasi altra diavoleria. Il nostro navigatore � un librone di oltre 200 pagine sul quale � indicato il percorso metro per metro. Ed � la persona seduta al nostro fianco che non deve sbagliare a indicarci la strada. Usciti dal traffico della citt�, si sale per vigneti e meleti verso la Val di Fiemme. Altro che �la velocit� non conta�, caro Alberto. La Porsche sembra nata per mangiarsi i tornanti, li percorre con la precisione di un compasso. Piantata a terra. Lo sterzo, durissimo quando si va piano, sembra voler prendere in mano da solo la situazione quando invece si schiaccia sull’acceleratore. � una goduria. Non vince chi arriva prima. Vince chi riesce a essere il pi� bravo nelle prove cronometrate. Una specie di tortura cinese secondo la quale dovresti andare da un punto A a un punto B, in un tempo prestabilito. Senza sgarrare nemmeno di un centesimo di secondo. Impossibile (ma comunque divertente) se non appartieni a una parte di questa trib�, affollata anche da fanatici (ci si conceda il termine) di queste prove, che cronometro alla mano si allenano per mesi, giorno e notte.
Paesaggi mozzafiato
Finita la �tortura�, si torna a correre e a strabuzzare gli occhi: le Dolomiti sotto il sole di settembre sono uno spettacolo commovente. Ecco la val di Fassa. Nei paesi � festa, passano le auto d’epoca: i bambini ci salutano felici e sventolano fazzoletti, mamma e pap� scattano foto a ripetizione. La Porsche scodinzola, nelle curve strette, quasi a voler ringraziare per tanto affetto. Si guida contenti, come dentro un documentario di National Geographic. Peccato per quelle ferite lasciate qui e l� nei boschi da Vaia, la tempesta perfetta che nell’autunno del 2018 ha tentato di rubarci tanta bellezza, in parte riuscendoci. Il riposo a Canazei � ritmato dalla chiassosa e gioiosa festa d’Ista, un mega raduno di ladini che celebrano la fine dell’estate. Anche loro... a tutta birra.
Si viaggia anche con il biocarburante
La mattina dopo si riparte, ci aspettano pi� di cinque ore di guida per arrivare in Val Badia e poi rientrare a Canazei attraverso il passo delle Erbe e il passo Sella. Chi ha avuto il privilegio di frequentare questi luoghi sa di che cosa stiamo parlando; impossibile per tutti gli altri spiegare il rosa che colora la dolomia al tramonto, il verde intenso dei prati che paiono sfalciati con un rasoio, il profumo di resina che arriva dalle foreste di abeti e larici. Si mischia a quello ormai dimenticato della benzina, una specie di eau d’antan capace di inebriare chi ama i motori e le macchine di un tempo. La sostenibilit�? Eccola, � nel serbatoio di quella Fulvia rossa guidata da due atleti paraolimpici: viaggiano con un biocarburante green sul quale Asi sta facendo studi molto interessanti. Il terzo giorno si torna a Trento, sempre percorrendo strade pazzesche. Dobbiamo restituire le chiavi della 911 S. � ora di riprendere la nostra auto moderna. C’� gi� nostalgia nel guardare la Porsche, ora parcheggiata. Quante emozioni ci ha regalato... Pazienza, tanto �la velocit� non conta�.
16 settembre 2024 (modifica il 16 settembre 2024 | 08:23)
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